La pazza pezzogna!

July 10, 2016

 

 

La Pezzogna è pesce di profondità, il suo habitat può arrivare fino agli ottocento metri, le sue carni sono davvero prelibate, dolci e saporite. Il suo aspetto è buffo, di forma ovoidale, cioè lungo e schiacciato di colore argento con striature rosa come tutte le sue pinne. Il suo segno distintivo sta negli occhi, grandi e cerchiati, adatti per le alte profondità in cui vive, altra caratteristica è la macchia nera dietro la testa presente in tutti gli esemplari. Il suo nome scientifico è Pagellus bogaravero, ma assume diverse denominazioni a seconda delle zone peschiere in cui viene catturato, prevalentemente con reti di profondità o più raramente con palamiti. Altri nomi del pesce sono: occhino, occhione (appunto per la particolare grandezza dell’occhio) ma anche mupo e rovello. In Liguria viene chiamato besugo, che nel dialetto locale ha assunto il significato di persona non sveglia, poco attenta e molto lenta nei movimenti, insomma sta a significare “tonto”. Oggi è tornata nel lessico comune grazie a quel pupazzone rosso, frequentatore di schermi televisivi, che dicono faccia satira. In realtà chi per primo rese noto il termine besugo, come sinonimo di tonto, nel territorio nazionale fu Gilberto Govi nei testi delle sue commedie, l’attore genovese che ebbe grande successo in tutta Italia negli anni sessanta, i mitici anni sessanti come ama definirli il mio amico Gianni Minà. Ma veniamo alla ricetta.

 

Ingredienti per 4

Una pezzogna da un chilo e mezzo

1 cipolla

Una patata

2 zucchine

1 costa di sedano

6 pomodorini meglio se piccadilly

Un pizzico di sale

6 cucchiai di olio extravergine di oliva, preferibilmente ligure o del Garda o ancora del Gargano.

 

Preparazione

Squamare ed eviscerare il pesce, lavare e tagliare a dadini le verdure, poi condire con quattro cucchiai di olio e il sale e distribuire le verdure sul fondo della teglia, infornare per cinque minuti in forno caldo a 200 gradi. Passati i cinque minuti, estrarre la teglia dal forno, abbassarne la temperatura a centoottanta gradi, adagiare il pesce sulle verdure e irrorarlo con l’olio rimasto e infornare nuovamente per altri venti minuti. Portare in tavola il pesce ancora intero, l’effetto scenico è notevole, solo dopo averlo mostrato agli ospiti sporzionare e servire. Io amo accompagnare il piatto con un Pigato o con un Vermentino ligure.

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