Il Tordomatto a Roma

November 18, 2016

 

 

 

 

Adriano Baldassare è tornato a Roma, aprendo un locale in Prati, quartiere della capitale famoso per il business e per la Rai. Il nome è lo stesso del locale che alcuni anni fa aveva a Zagarolo, cittadina a pochi chilometri da Roma: Il Tordomatto. Un ristorante aperto sia a pranzo sia a cena, del quale subito bisogna dire che nel vasto panorama dell'offerta della ristorazione si distingue per l'abbordabilità dei prezzi, costi accessibili, sia a pranzo, con menù di tre portate offerti a venticinque euro, sia a cena con menù degustazione da 45 e 65 euro. Il locale si presenta elegante e lineare, in uno stile moderno ed accattivante, confortevole ed anche silenzioso, offre l'opportunità anche di sale riservate, dislocate su piani diversi, in un gioco architettonico che ben rispecchia l'offerta della cucina. Dove si ritrova un sapore di campagna romana grazie ad antichi oggetti e alle piante aromatiche che fanno da separè.

 

 

 

 Adriano nasce come assistente dei migliori interpreti della tradizione romana, poi a Zagarolo, con il primo Tordomatto, trova il successo. Quella era una raffinata sosta in un paesino dell'interland della capitale. Non contento del successo Baldassarre ha voluto portare i valori della cucina romana in giro per il mondo, dove ovviamente ha allargato le sue conoscenze e la sua cultura gastronomica: "Non si può prescindere dalle proprie origini, é per questo che viene naturale uno sguardo al territorio. Non ho mai amato definire da solo la mia cucina, ma se proprio devo, allora:tradizional-creativa".

 

Oggi è di nuovo tra noi, nel nuovo Tordomatto propone una cucina del territorio, dove protagonisti sono gli ingredienti ma trattati in modo moderno, con quel pizzico di fantasia che arricchisce i sapori originale  con sapienti tocchi di fantasia, capaci di attirare anche i palati più attenti. Il mestiere di Adriano si sviluppa attorno ad uno sguardo al territori e una particolare attenzione alle esigenze di una cucina moderna, mai banale.

 

Nel menu, troviamo rarità negli antipasti come Funghi di pioppo, senape nera, latte di capra, nei primi Ravioli di conciato di Rebibbia ( un antico formaggio recuperato e prodotto da un gruppo di detenute del carcere di Roma), nei secondi spiccano il piccione, uno spettacolare polpo e un'insolita "vacca bruciata", nei dessert la stagionalità dei frutti la fa da padrone, ma non mancano le "pastarelle ", tradizione domenicale romana per eccellenza. Ma non lasciatevi ingannare: per Baldassarre le tradizioni sono una piattaforma di lancio per la sua creatività...Così, ai prodotti veraci del Lazio vengono accostati con grande originalità ingredienti più esotici: ne è un esempio l'Anatra con gel di agrumi, carota e zenzero e nocciola, dove il gel in realtà si inserisca nella nobile tradizione dell'anatra all'arancia, ma lo zenzero e le nocciole regalano una maggiore complessità al piatto.

 

 

 

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