Da dove viene il grano duro?

December 27, 2016

 

 

 

L’Italia, attraverso il lavoro del Mipaaf, ha inviato a Bruxelles lo schema del decreto per introdurre la sperimentazione dell’indicazione obbligatoria dell’origine per la filiera della pasta nel nostro paese. L’operazione è finalizzata a fornire al consumatore una mappa precisa dell’origine del grano e della sua lavorazione nella produzione di pasta secca; un sistema di etichettatura, di semplice lettura, che in bella vista sulla confezione indichi la nazione di produzione del grano e il paese di molitura dello stesso. Il decreto prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia riportino sull’ etichetta due diciture precise:

  1. Paese di coltivazione del grano

  2. Paese di molitura

Se queste fasi avvengono in più paesi possono essere utilizzate diciture: Paesi Ue, paesi non Ue, Paesi Ue e non Ue. Se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un unico paese la dicitura utilizzata sarà da es.: Italia e altri paesi Ue, o Italia e Atri paesi non Ue.

In effetti OLTRE L'85% DEGLI ITALIANI CHIEDE TRASPARENZA NELL'INDICAZIONE D'ORIGINE DI GRANO E PASTAOltre l'85% degli italiani considera importante conoscere l'origine delle materie prime per questioni legate al rispetto degli standard di sicurezza alimentare, in particolare per la pasta. Sono questi i dati emersi dalla consultazione pubblica online sulla trasparenza delle informazioni in etichetta dei prodotti agroalimentari, svolta sul sito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, a cui hanno partecipato oltre 26mila cittadini.

Questo tipo di etichettatura porterà benefici non solo al consumatore, ma sarà uno strumento di difese di tutto un sistema Italia che nel settore è leader mondiale. La pasta è una delle voci più importanti nel Made in Italiy agroalimentare. Una filiera, quella della pasta, che si muove attraverso numeri decisamente di alto livello che conta quattro milioni di tonnellate di grano duro prodotto; tre milioni e quattrocentomila tonnellate di pasta prodotta, che rendono il nostro paese il più grande produttore del mondo; un valore totale della produzione che si aggira sui quattro milioni e seicentomila euro, e per un valore positivo nell’export di due milioni di euro.

Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, attento al settore della pasta e della coltivazione del grano duro, ha progettato un sistema di aiuti atti a sviluppare e incrementare, per il prossimo biennio 2017/19, del venti per cento le superfici coltivate, arrivando così ai cento mila ettari vocati al grano duro; ma allo stesso tempo a sostenere la redditività di questa coltivazione. "Puntiamo a dare - ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina - massima trasparenza delle informazioni al consumatore, tutelare i produttori e rafforzare i rapporti di una filiera strategica per il Made in Italy agroalimentare. Con questo provvedimento l'Italia vuole sperimentare per prima un nuovo sistema di etichettatura che valorizzi le nostre produzioni di grano e pasta, come abbiamo fatto con quelle lattiero casearie. Allo stesso continueremo a spingere a Bruxelles per avere un avanzamento su questo fronte a livello europeo".

La pasta non solo rappresenta un alto valore commerciale per il nostro paese, ma è anche simbolo di quella dieta mediterranea patrimonio dell’umanità per l’Unesco.

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