In un convegno a Roma il grande tema del riciclo alimentare

  

Copiare i Maestri è facile, perché hanno quasi sempre ragione. Ma non mi viene in mente nessuna frase migliore di questa di Goethe, a proposito di Napoli e della sua spazzatura, citata come esempio virtuoso di riciclo alimentare: ".... Un numero rilevantissimo di persone, in parte uomini di mezza età, in parte ancora ragazzi, quasi tutti straccioni , sono occupati a trasportare sugli asini la spazzatura fuori dalla città. La campagna che circonda Napoli è tutta un immenso orto: è un piacere osservare l'incredibile quantità di verdura che vien portata in città tutti giorni di mercato e come l'industria umana riporta poi alla campagna i rimasugli e i rifiuti della cucina, per accelerare lo sviluppo della vegetazione. Dato il gran consumo di legumi, i torsoli e le foglie di cavolfiori, dei broccoli, dei carciofi, dei cavoli dell'insalata, dell'aglio costituiscono una parte notevole della spazzatura della città; e ognuno cerca di raccoglierne quanto più può..... Servi, ragazzi, i padroni stessi vanno e vengono dalla città durante la giornata quanto più possono, e quella è veramente per loro una preziosa miniera.....Mi é stato assicurato che talvolta due di questi individui fanno società, comprano un asino, prendono a fitto da un proprietario più benestante un pezzo di terra, e così, lavorando assiduamente, dato questo clima felice, in cui la vegetazione non si arresta mai, riescono a dare alla loro industria uno sviluppo non indifferente"...

E sul riuso delle risorse agricole ma non solo andrà in scena domani,  sabato 1 aprile, presso il Complesso Monumentale di S. Salvatore in Lauro, a Roma, il convegno dal titolo Le virtù del riciclo alimentare. Esperienze, prospettive, valori. L’incontro, promosso dall’Università di Roma Tor Vergata e della Fondazione De Victoriis Medori De Leone, è stato organizzato grazie all’idea e all’impegno del Prof. Ernesto Di Renzo - antropologo e coordinatore del Master universitario in Cultura alimentare e delle tradizione enogastronomiche dell’Università di Roma Tor Vergata - e della storica dell’alimentazione June di Schino, dell’Università di Roma Tre. Al centro dell’attenzione l’importante e attuale discorso del riciclo delle risorse alimentari: dalla valorizzazione delle gastronomie locali alla salvaguardia delle identità territoriali; dal recupero di specie agronomiche inidonee a compiacere le logiche del profitto, all'incentivazione di sistemi economici improntanti sullo scambio circolare e la compensazione dilazionata.   

Insieme agli organizzatori, altri relatori dell’interessante dibattito saranno interlocutori di spicco del mondo accademico e istituzionale: Annalisa Cicerchia dell’Università di Roma Tor Vergata, Pasquale Fimiani, della Procura Generale della Corte di Cassazione, e Lidia Borzi, Presidente dell’ACLI Roma. Moderatore d’eccezione Carlo Hausmann, Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Lazio, la cui presenza costituisce un’attestazione dell’interesse che il tema che verrà trattato genera anche dal punto di vista delle istituzioni. Il convegno vedrà inoltre i saluti e la partecipazione di Giuliano De Leone, Presidente della Fondazione De Victoriis Medori De Leone, Antonio Rosati, Amministratore Unico di Arsial, e Franco Salvatori, Direttore del Dipartimento SPFS dell’Università di Roma Tor Vergata.

“Fino all’affermarsi della società consumistica di stampo capitalistico e occidentale – sottolinea Ernesto Di Renzo, docente di antropologia dell'alimentazione - tutti i gruppi umani e le culture tradizionali hanno improntato i loro comportamenti e la loro propensione ai consumi verso forme di ottimizzazione delle risorse. Forme condivise e sancite dai valori religiosi e dalle consuetudini sociali dove concetti come quelli di riuso, riciclo, non-spreco, circolarità dei beni e delle prestazioni hanno svolto una funzione fondante nel campo delle attività economiche, delle forme dell’alimentazione, della gestione delle pratiche di produzione delle risorse. E il patto che legava l’uomo alla terra si è definitivamente infranto a partire dal momento in cui gli atteggiamenti antropocentrici e la massimalizzazione dei profitti hanno indotto le persone ad abbracciare comportamenti fondati sull’usa e getta e sul “non importa chi o cosa viene dopo”. Ossia la negazione della sostenibilità. Le emergenze che attanagliano aggi il pianeta, le risorse alimentari e le relazioni umane hanno portato di nuovo all’attenzione l’importanza del riuso, che da norma consuetudinaria si va facendo sempre più principio etico dalla cui adozione dipende il futuro della terra e dell’umanità intera”.

 

 

 “La recente legge 19 agosto 2016 n. 166 sul cosiddetto spreco alimentare – aggiunge Pasquale Fimiani, Magistrato presso la corte di Cassazione - segna il definitivo ingresso anche degli alimenti nella complessa e ancora incompiuta disciplina giuridica della “economia circolare”, che indica un modello economico sostitutivo di quello ereditato dalla rivoluzione industriale, improntato sul “prendi, produci, usa e getta”, incentrato invece sulla valorizzazione della qualità dei prodotti in funzione della durata della loro vita, sulla prevenzione della formazione dei rifiuti e sul loro recupero o riutilizzo, rendendo evidente il passaggio del “riuso” da valore etico a cardine di un nuovo sistema economico e normativo.”

Fenomeno, quello dello spreco alimentare, che verrà affrontato anche dalla storica dell’alimentazione June di Schino, con un excursus sull’arte del riuso attraverso la storia. Sottolineando le cifre drammatiche che caratterizzano l’odierno spreco e che si attestano attorno ai 16 miliardi di euro l’anno e puntando i riflettori su attuali progetti rivoluzionari come quello portato avanti da Andrea Segrè riguardo il concetto di last minute market.

Ad Annalisa Cicerchia invece spetterà  il compito di illustrare le mille strade del riuso degli scarti alimentari, in grado addirittura di uscire dalla sfera del “commestibile” e trasformarsi persino in tessuti simili alla seta o vasellame.

Lo svolgimento del convegno sarà accompagnato da una significativa mostra fotografica dal titolo “Facce di Pane”, ispirata a un’importante iniziativa condotta dalle ACLI a Roma e volta a contrastare lo spreco alimentare di pane e il riuso tra le persone maggiormente svantaggiate. All’iniziativa aderiscono importanti forni della città che mettono a disposizione le loro eccedenze per aiutare chi si trova in condizione di disagio economico ed esistenziale.

In coerenza con i temi trattati dal convegno, che pongono in risalto i valori della sostenibilità, Arsial ha deciso di contribuire con l’offerta alla fine dei lavori di un di un catering ispirato ai prodotti della tipicità laziale connessi alle tradizioni del riuso alimentare. 

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