50 Top Pizza: ecco i primi vincitori 2018 della prima guida on line dedicata

 

50 Top Pizza è alla sua seconda edizione, la guida che segnale le migliori pizzerie d'Italia e del mondo, la prima on line dedicata ai locali della buon pizza. Questo meraviglioso cibo, nato in Italia anzi a Napoli, è famoso in tutto il mondo; imitato da tutti ma inarrivabile nello stile nostrano. Oggi i pizzaioli sono cresciuti culturalmente, studiano le farine, i lieviti, addirittura l'acqua. Un fenomeno crescente che si sta diffondendo in tutto il territorio nazionale locali che offrono prodotti di eccellenza assoluta. Pizzaioli più o meno giovani aprano esercizi in tutte le regioni, dove la qualità è la parola d'ordine per tutti. In un periodo in cui i grandi chef sono al centro dell'attenzione mediatica, e cercano sempre di più di stupire il consumatore, i pizzaioli si stanno ritagliando uno spazio importante nella gastronomia. Se una volta il pizzaiolo lavorava con le spalle al forno seminascosto e indossava la canottiera e i pantaloni a quadretti, oggi è davanti ai propri clienti e indossa la giacca da cuoco. Un mestiere, quello del pizzaiolo, cresciuto vertiginosamente in un centinaio di anni, come del resto la richiesta di pizza: a Napoli a metà ottocento le pizzerie erano una cinquantina, oggi superano di molto il migliaio, fenomeno che si ripete in tutte le città italiane.

 

 

Albert Sapere, Luciano Pignataro, Guido Barendson e Barbara Guerra

 

Tutto questo ha dato il la all'iniziativa di Barbara Guerra e Albert Sapere, curatori del congresso LSDM – Le Strade della Mozzarella, e del giornalista enogastronomico Luciano Pignataro, fondatori della guida. “Una guida come la nostra – sottolinea Luciano Pignataro – è la punta dell’iceberg di un fenomeno che va assumendo sempre più un valore di volano sociale ed economico. Basti pensare all’analisi fornita recentemente da Coldiretti, che offre la radiografia di un settore in costante crescita. Solo in Italia parliamo di 63.000 pizzerie in grado di generare un business che supera i 12 miliardi di euro. E dal punto di vista occupazionale si parla di 100.000 lavoratori fissi ai quali vanno aggiunti altri 50.000 che entrano in gioco nel corso dei weekend”. Da oggi fino al 24 luglio saranno svelati in varie tappe le graduatorie delle pizzerie, la serata finale che si svolgerà il 24 luglio presso il Teatro Mercadante di Napoli: sorta di notte degli Oscar della pizza durante la quale saranno annunciate le top 50 pizzerie e sarà così premiata la migliore d’Italia. Lo stesso giorno verranno consegnati tutti i premi speciali (20 in totale) e quelli riguardanti l’estero, che vede otto distinte categorie in gara: Migliore Pizzeria in Asia, Migliore Pizzeria in Giappone, Migliore Pizzeria in Sud America, Migliore Pizzeria in Oceania, Migliore Pizzeria in Nord Europa, Migliore Pizzeria New York Style, Migliore Pizzeria Chicago Style, Migliore Pizzeria Napoletana fuori dall’Italia.

Il percorso è iniziato a Roma presso il Baglioni Hotel Regina, sono state infatti svelate tutte le insegne presenti dalla 151esima alla 1.000esima posizione (dunque 500 locali in più rispetto alla scorsa edizione). La classifica, quindi provvisoria perché in attesa di scoprire le prime 150 posizioni, vede in testa, per numero di pizzerie recensite, la regione Campania (a quota 109), seguita dalla Lombardia (92) e dall’Emilia Romagna (81). Fuori dal podio Piemonte (69), Veneto (63), Sicilia (57), Toscana (55), Lazio (51), Liguria (50), Marche (37), Puglia (30), Abruzzo (29), Calabria (28), Friuli Venezia Giulia (25), Trentino Alto Adige (23), Umbria e Basilicata (20), Molise (12), Sardegna (12) e, per finire, Valle D’Aosta (5). 

Sono stati inoltre annunciati tre premi speciali: a Cristiano Piccirillo, de La Masardona (Napoli), il Premio Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP Giovane Pizzaiolo dell'Anno; a I Masanielli (Caserta), il Premio Consorzio di Tutela del Provolone Valpadana DOP Pizzeria Novità dell'anno 2018; a In Fucina (Roma), il Premio Consorzio di Tutela del Prosecco DOC Miglior Servizio di Sala dell'Anno 2018.

 “Un progetto – dichiarano Barbara Guerra e Albert Sapere – rinnovato nel look, dal nuovo logo al sito internet, fino all’utilissima app con geolocalizzazione, ma anche nei contenuti, a partire dal numero di pizzerie, salite da 500 a 1.000, e dall’assegnazione dei “forni”, da 1 a 5, per dare al lettore un immediato riscontro gerarchico dei locali presenti in classifica. Rimane alla base la volontà di fornire una fotografia completa sulla qualità del prodotto ma anche su ciò che ruota attorno ad esso, valutando quindi il servizio, la carta dei vini e delle birre, la ricerca e l’arredamento." Una guida, quindi esaustiva accessibile a tutti nel web, dove ciascuno può trovare il locale preferito più vicino a lui, selezionato grazie ad una competente comparazione di facile leggibilità.

 

 

Edoardo Papa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Cristiano Piccirillo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Francesco Martucci


 

 

 

 

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