Arpino la bella

March 23, 2016

 

 

 

E' stata una vera sorpresa la visita ad Arpino: una cittadina ciociara dall'architettura nobile, di antica tradizione, colta, orgogliosa delle proprie radici. La patria di Cicerone e Caio Mario appare adagiata tra due cime davanti a montagne innevate.

 

Una passeggiata panoramica porta direttamente sulla piazza monumentale. Qui son concentrati praticamente tutti i simboli della città: le due statue di Cicerone e Caio Mario, la chiesa che custodisce l'arcangelo Michele opera del Cavalier d'Arpino, il delizioso museo della liuteria accolto nel palazzo Boncompagni , il liceo Tulliano sede del glorioso Certamen Ciceronianum Arpinas, la strada romana ritrovata e restituita agli arpinati...

Arpino è città dalle molte tradizioni: la lavorazione della lana che, fino all'Unità d'Italia portò benessere al paese e fama nel regno borbonico del quale faceva parte, la tradizione succitata della liuteria ad opera del Maestro Luigi Embergher, i prodotti della terra  e le tradizioni gastronomiche che risentono dell'influenza campana.

 

 

Romana e non solo, Arpino vanta origini ancora più antiche, rintracciabili nell'Acropoli, dalla quale si gode un panorama unico su tutta la Ciociaria. Costeggiando le poderose mura poligonali, datate al VII secolo a.C, si passa sotto un arco ogivale unico nel suo genere in tutta Italia e si giunge ai piedi della Torre medievale detta di Cicerone.

Aria tersa, spazi immensi e variegati, il paese di pietra a portata di mano, lo sguardo volge all'altra cima della città, dove giganteggia il palazzo di Ladislao, sede della Fondazione Mastroianni, che accoglie molte opere del grande scultore arpinate.

 

Arpino ha generato figli illustri in tutte le epoche: da Caio Mario, a Cicerone ed Agrippa, al cavalier d'Arpino a Umberto e Marcello Mastroianni, a Pasquale Rotondi - che salvò molte opere d'arte dalle grinfie dei nazisti- a Vittorio De Sica e molte personalità che hanno gravitato in questa città- non ultimo il cittadino onorario Ennio Morricone.

 

 

Tornando a casa ci si può fermare ad ammirare una perla assoluta: L'Abbazia di Casamari, una volta facente parte del territorio di Arpino, uno dei più fulgidi esempi di architettura gotico cistercense, edificata sulle rovine dell'antico municipio romano chiamato Cereatae. Il nome Casamari deriva dalla lingua latina e significa "Casa di Mario", patria di Caio Mario, celebre condottiero, sette volte console e avversario di Silla nella guerra civile dell'88 a.C.

Con la promessa di tornare ad approfondire la conoscenza di questa città bella e accogliente....

 

 

 

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