Sagace vignaiolo



Che il territorio del Lazio sia particolarmente vocato alla coltivazione della vite è una certezza che la storia conferma, già prima dei romani questa regione era ricca di vigneti, fu il popolo romano che con la sua espansione nelle varie regioni del mondo diffuse il consumo del vino. Oggi i vini del Lazio, dopo un lungo periodo di oblio, sono tornati a ricoprire un ruolo importante nel panorama vitivinicolo italiano. Il merito di questo successo lo si deve in gran parte alla passione di alcuni produttori, che hanno saputo partecipare alla crescita del vino italiano avvenuta dopo gli anni ottanta del secolo scorso. Ad un produttore in particolare credo si possa attribuire il merito di aver fatto crescere qualitativamente la produzione, al quale poi si sono accodati tanti altri vignaioli, tanto che oggi il panorama dei vini del Lazio offre una vasta gamma di eccellenze, anche da far invidia a regioni storicamente più famose in questo settore della produzione agroalimentare.


L'uomo è Antonio Santarelli, artefice di una crescita esponenziale della sua azienda e di intuizioni geniali nel sistema della coltivazione e dello studio dei terreni. L'azienda di Antonio è: Casale Del Giglio, fondata nel 1914 ad Amatrice che porta il nome del capostipite Bernardino Santarelli, commerciante di vino. La ditta negli anni cresce, e apre una nuova sede nel centro di Roma, divenendo ben presto il punto di riferimento della rivendita di vini nella capitale. Solo nel 1955 l'attività si apre a nuove esperienze, ed entra nel mondo dell'imbottigliamento di vini del Lazio, ad opera di Dino, papà di Antonio. Sempre Dino, una decina di anni dopo acquista una tenuta nell'agro pontino nei pressi di Aprilia. E' qui che il giovane Antonio, che da poco collabora con il padre, ha la prima vera grande intuizione, quei terreni bonificati rappresentavano un ambiente tutto da esplorare dal punto di vista vitivinicolo. Ed ecco allora nascere un progetto di sperimentazione, che si avvale di collaborazioni scientifiche importanti come quella del Prof. Attilio Scienza; vengono impiantati sessanta vitigni sperimentali, i modelli di coltivazione si ispirano a quelli delle grandi culture internazionali vitivinicole, come quelle utilizzate a Bordeaux o in Australia e in California, dove l'esposizione dei territori è verso la costa, usufruendo della benefica influenza della brezza marina.

Altra idea geniale di Antonio è quella di chiamare affianco a se uno dei migliori enologi italiani Paolo Tiefenthaler. I risultati non si fanno attendere, ne nascono uve eccellenti per vini ottimi, come lo Syrah, il Petit Verdot nei rossi e Sauvignon, Viognier e Petit Manseng per i bianchi.

Siamo alla fine degli anni ottanta e Antonio Santarelli ha in mano un ottimo prodotto, che si presenta sul mercato con un ottimo rapporto qualità-prezzo, ma per una penetrazione dello stesso mercato ciò non è sufficiente. Antonio mette sul tavolo da gioco un'altra carta vincente: la sua abilità imprenditoriale. Capisce bene che la prima tappa è quella di conquistare il mercato locale, si inventa una fitta rete di collaborazione con i migliori ristoratori di Roma e del Lazio e i suoi vini non solo raccolgono un gran successo presso il consumatore, ma mietono riconoscimenti importanti da critica e esperti. Quando il brand Casale del Giglio si è imposto in abito locale è necessario aggredire anche tutto il nazionale e l'estero, l'operazione riesce alla grande ed oggi Casale del Gioglio offre ai suoi clienti una gamma di più di venti prodotti tra vini grappa e olio extra vergine d'oliva.

Da sottolineare che l'attenzione dell'azienda non si rivolge solo ai vitigni internazionale ma produce anche eccellenze da uve autoctone come il Bellone di Anzio o il Biancolella di Ponza, frutto di recente acquisizioni di terreni nella splendida isola pontina, terreni che godono di un'ottima esposizione, offerta dalla zona di Faro della Guardia.

Nel complesso una produzione di ottimi vini, che possono soddisfare tutte le esigenze dei consumatori, e capaci di rappresentare al meglio il territorio del Lazio, senza sfigurare al confronto con i prodotti di regioni storicamente riconosciute come particolarmente vocate alla produzione vitivinicola. Con fierezza il brand Casale del Giglio e la persona di Antonio Santarelli rappresentano il Lazio, dimostrando ancora una volta che abnegazione nel lavoro, passione e un pizzico di coraggio possono condurre al successo.

Post in evidenza
Post recenti
Archivio
Cerca per tag
Seguici
  • Facebook Basic Square
  • Twitter Basic Square
  • Google+ Basic Square

Questo è un paragrafo. Fai clic qui per modificarlo e aggiungere il tuo testo.

© 2016 by Claudio Lavacca