Civitella del Tronto e i prodotti del teramano

October 21, 2016

 

 

La provincia di Teramo è l’ultimo lembo della terra d’Abruzzo prima di sconfinare nelle Marche, ci inoltriamo in questo territorio per raggiungere Civitella del Tronto. Quando raggiungiamo la nostra destinazione, siamo rapiti dalla bellezza del luogo, l’entusiasmo che i panorami provocano nel nostro animo è indescrivibile. Nella cittadina si entra a piedi attraverso l’arco di una porta antica, subito ci troviamo sulla piazza principale del borgo. La giornata è limpida e tersa, il nostro sguardo compie una panoramica, come fosse l’obiettivo di una cinepresa, immediatamente il fiato viene a mancare.

La vista trasmette al cuore emozioni intense: davanti a noi il Gran Sasso, sullo sfondo il gruppo della Maiella poi sotto ai piedi delle montagne il mare. La cittadina ci invoglia immediatamente a compiere un giro fra le sue vie, strette e intersecate tra loro, come fosse una scenografia cinematografica studiata a tavolino. Gli archi di pietra aprono il percorso verso scale e discese affascinanti, attraversando le quali sembra di rivivere momenti che risalgono al Medio Evo, epoca in cui la città fu fondata.
Inerpicandosi per gli stretti vicoli si arriva ai resti della fortezza borbonica, che fu ultimo baluardo della resistenza del regno prima di cedere all’esercito piemontese che fece di Campania e Abruzzo regioni del regno d’Italia.

Sulla piazza della cittadina troviamo il ristorante albergo Zunica 1880, senza timore di smentita si può affermare di trovarci in uno dei migliori ristoranti della provincia di Teramo se non di tutto l’Abruzzo. Un ristorante gourmet della cucina abruzzese; dove le antiche ricette della tradizione del teramano si fondono con la leggerezza e la creatività di una cucina moderna. In tutti i piatti proposti ritroviamo i sapori forti e generosi di una cucina schietta e genuina, con la sicurezza di una selezione dei migliori prodotti del territorio. La cultura del buon cibo e del buon bere sono punti fermi della famiglia Zunica, che da cento cinquant’anni rappresenta la migliore tradizione gastronomica di Teramo. Le paste fresche sono tutte tirate a mano in casa, realizzate da

 

farine macinate a pietra di grani antichi, così come il pane. La cucina segue le stagioni, offrendo menù ricchi di interpretazioni. In inverno è sempre possibile degustare la chitarra al ragù bianco di agnello e zafferano o il filetto in salsa al Madera, che lo chef denomina alla Borbone. Nella buona stagione invece sono da assaggiare i paccheri al ragù di verdure e erbe aromatiche di produzione locale. La squisita cordialità di Daniele Zunica la si può ritrovare in sala, dove un servizio attento guida l’ospite in percorso sicuramente suggestivo.

 

Tra i tanti prodotti del territorio di Teramo deve essere menzionato l’olio extra vergine di oliva, denominato Petruziano, dal territorio da cui proviene che si estende dal mare Adriatico sino alle colline ai piedi del massiccio del Gran Sasso. Un olio fruttato con sentori di amaro e note piccanti, realizzato al 75% dalle cultivar: leccino, frantoio e dritta, e per il restante 25% tra le varietà autoctone come il tortiglione, la carboncella e la castiglione. Tutte le varietà, per disciplinare della Dop, devono provenire dallo stesso oliveto. Inutile qui citare qualche frantoio in particolare, in tutti è possibile reperire ottimi prodotti.

 

 

Anche il vino ricopre un ruolo importante nel quadro dell’economia agroalimentare della provincia di Teramo, sono presenti in questa produzioni il classico Montepulciano d’Abruzzo, vitigno in via di estinzione fino alla seconda metà del secolo scorso, riportato agli antichi splendori grazie alla felice intuizione di alcuni vignaioli che hanno riimpiantato l’antico vitigno. Non vogliamo nominare i produttori, in tutte le guide sono presenti i migliori.

 

 

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