Riso nero, gamberi rosa!

July 5, 2019

 

 

La ricetta è facilissima, basta avere la pazienza di cuocere il riso...la cottura è lunga!

 

Ingredienti per quattro per il Riso nero, gamberi rosa:

 

400 gr. di riso Artemide

16 gamberi grandi

1/2 cipolla

1/2 bicchiere di vino bianco

6 cucchiai di olio extravergine

3/4 di lt. di fumetto di pesce

 

Preparazione per il Riso nero, gamberi rosa:

 

Sguscio i gamberi, conservando la testa, liberandoli anche del filamento nero (l'intestino), e li mantengo al fresco, in frigo o coperti da carta assorbente imbevuta di acqua fredda.In un tegame capiente scaldo la metà dell'olio, soffriggo la leggermente la cipolla e ci spremo dentro le teste dei gamberi, che poi vado a versarle nel fumetto di pesce che ho messo a scaldare. Verso il riso nel tegame e lo faccio tostare. Qui è necessaria una precisazione, questa tipologia di riso non frutta molto; quindi la quantità necessaria per una giusta porzione è leggermente maggiore delle altre qualità; inoltre non assorbe molta acqua quindi non serve abbondante fumetto, nel quale le teste di gambero forniranno un quid in più. 

Tostato il riso lo irroro con la metà del vino, lascio evaporare l'alcol e aggiungo un mestolo di fumetto, lascio cuocere mescolando con la paletta da riso e dopo due o tre minuti assaggio e aggiungo due prese di sale. Continuo la cottura aggiungo mestoli di brodo di tanto in tanto sempre mescolando, fino a fine cottura, con questa tecnica saranno necessari settanta cinque minuti almeno. Quando mancano cinque minuti al termine della cottura del riso, scaldo in una padella il resto dell'olio, lo faccio scaldare e ci introduco i gamberi, sollevo la padella ad un'altezza di circa dieci centimetri dal fuoco, lascio cuocere i gamberi su entrambi i lati e irroro il tutto con il vino rimanente, evaporato l'alcol spengo il fuoco. Aggiungo la salsa dei gamberi al riso e concludo la cottura. Impiatto servendomi di un coppapasta e guarnisco le porzioni con i crostacei, aggiungendo qualche foglia di basilico. Per rendere ancora più piacevole la degustazione consiglio di realizzare una salsa di basilico da servire a cornice della pietanza, che realizzo con un mixer ad immersione emulsionando il basilico con un cucchiaio di olio e due di acqua.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Riso Artemide è un riso nero come il Venere, a differenza di quest'ultimo si presenta in chicchi sottilii e lunghi. L'origine è cinese, diffuso già nel XVII secolo, prevalentemente consumato prevalentemente alla tavola dell'imperatore e nelle case delle classi agiate. Quindi considerato una rarità anche in oriente. Solo alla fine del secolo scorso in Piemonte si è iniziata una ricerca sistematica su questa coltivazione grazie ad un centro di ricerca, Sapise, specializzato nella produzione di sementi e riso. Gli studi del centro ricerche hanno fatto sì che il riso nero integrale, appunto l'Artemide, si diffondesse presso molti produttori del Piemonte orientale, tra Vercelli  e Novara. Questa coltivazione ha preso piede anche in Sardegna, più precisamente nella zona di Oristano. Tra i produttori che hanno scommesso su questa produzione troviamo l'azienda "la Mondina" che nella sua produzione di Riso Buono ha inserito questa tipologia

L'Artemide è un riso che risulta essere benefico per il consumatore, possedendo alte percentuali di sostanze antiossidanti, inoltre al palato si dimostra molto saporito, offrendo al consumatore fragranze di pane caldo e un retrogusto amarognolo, doti che lo rendono anche da preferire al Venere. I produttori consigliano di cuocere questo riso senza condimento per circa quarantacinque minuti o venticinque in pentola a pressione, per conservarne a pieno proprietà e gusto. Alcuni consigliano anche di trattarlo come un legume, quindi di lasciarlo in ammollo per tre ore prima della cottura.

Nella ricetta che vi propongo, io ho voluto sperimentare la cottura classica a risotto; con il risultato, per altro ottimo, di stare sul tegame per circa un'ora e un quarto. Cottura che consiglio solo ai più pazienti, quindi ai più meritevoli di degustazioni particolari.

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