500 anni di Freisa

January 26, 2018

 

Che il territorio italico sia ricco di vitigni autoctoni non vi è dubbio, tra questi non è raro trovarne di antichi ancora oggi lavorati e tra questi di pregiati. Ancora una volta il Piemonte si rivela un terroir meraviglioso per la coltivazioni di viti: il vitigno Freisa è oggi tra i più antichi coltivati, un vitigno e un vino che vantano la loro secolare prelibatezza...Proprio in questi giorni, si sono chiuse le celebrazioni per i suoi 500 anni.

 

 

La Bolla doganale del '500

 

 

Risale infatti al 1517 la bolla doganale di Pancalieri, documento in cui la Freisa è citata per la prima volta, alla stregua di un vino di qualità, dal costo superiore rispetto a quello comune. E ha festeggiato in grande stile con l’evento “Freisa d’Asti: una Denominazione lunga 500 anni”, organizzato dal Consorzio di tutela Barbera d’Asti e vini del Monferrato in collaborazione con quello del Freisa di Chieri e collina torinese, nella suggestiva cornice del Castello di Pino d’Asti, gioiello incastonato proprio nelle colline culla di questo rosso piemontese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Castello di Pino d'Asti

 

Un incontro che ha offerto ai produttori, l’opportunità di confrontarsi sul futuro delle due denominazioni gemellate in questo viaggio sinergico, che ha come obiettivo finale quello di imporre le etichette del territorio sui mercati nazionali e internazionali. “Le celebrazioni per i suoi 500 anni non potevano che concludersi sulle colline dove la Freisa è da sempre coltivata – ha dichiarato Filippo Mobrici, Presidente del Consorzio di tutela Barbera d’Asti e vini del Monferrato – E’ stato un anno impegnativo, durante il quale abbiamo dato a questo vitigno la visibilità che merita. che è costato un duro lavoro volto a ribadire l’importanza della Freisa che, con gli altri vitigni autoctoni, caratterizza l’enologia piemontese, rendendola unica e irripetibile. Il Freisa è un vitigno a bacca rossa, fortemente imparentato con il Nebbiolo con cui condivide oltre l’85% del patrimonio genetico, capace di esprimere le sue qualità sia nella versione ferma che in quella vivace, la Freisa può certamente rappresentare un asset importante anche per il territorio. Che oltre ad ospitare le coltivazioni di viti, offrendo all'occhio del visitatore panorami particolarmente suggestivi, e borghi antichi ospitali che possono essere meta unica di un turismo eno-grastronomico unico, non solo per i wine lover internazionali ma anche per un turismo meno settoriale e amante della natura.

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