Roma: visita alla Pesceria Barberini


Delizioso il fritto di paranza


Dopo aver fatto visita a "Pesceria Barberini" via San Nicola da Tolentino 23, mi nasce una speranza, forse la ristorazione di pesce nella capitale sta abbandonando la "maniera" che scimmiotta l'alta cucina, quella che spesso si perde il sapore del pesce fresco costruendo su questo piramidi di ingredienti ricche di fantasia ma poco costruttive del gusto. Dopo Chinappi e La Trattoria Fauro,, anche qui ho trovato una cucina sapida, dal gusto originale della materia prima fresca. le porzioni sono da trattoria romana,generose ma non distruttive, La lista dei vini è soddisfacente, senza essere esageratamente ampia. i costi non sono esagerati, il servizio efficiente e cordiali. i tempi di attesa tra una portata e l'altra testimoniano a favore di una cucina espressa senza essere esasperanti, specie se di sabato sera a locale pieno. Altro punto di merito, appunto a locale pieno al proprio tavolo si può conversare tranquillamente senza dover gridare, il locale ha una buona insonorizzazione.


Il salmone in crosta di carciofi


Entrando subito si incontra un banco di pesce, e il cliente può scegliere quello che desidera tra il pescato, Il locale è arredato classicamente, remi alle pareti, i colori dominanti sono il bianco e il blu, le tovaglie, classiche da osteria romana a classici quadri, tutto testimonia che si vuole ravvivare la tradizione romana. Ma torniamo al vero obiettivo del nostro scrivere la cucina. Piatti semplici, dove si esalta il sapore del pescato fresco, sughi leggeri non coperti da spezie invadenti. dove il valore del pescato è il primo elemento di qualità del piatto. Abbiamo assaggiato i crudi che si presentano molto bene e il misto è davvero soddisfacente, Poi gli gnocchetti al ragù di pesce, apprezzabile la salsa forse un tantino meno gli gnocchetti. Come altro primo abbiamo assaggiato i paccheri (forse un tantino troppo cotti) al sugo di gamberi e scampi con scaglie di pecorino, piatto molto gradevole dove il formaggio non è invasivo rimanendo solo al centro del piatto, e dimostra evidente freschezza dei crostacei. La stessa freschezza del fritto di paranza. L'olio di frittura non lascia traccia sul pescato, ogni singolo pesce conserva il suo sapore naturale, la carne compatta e il giusto croccante della pelle fritta. Un salmone in crosta di carciofi, sta a dimostrare un tentativo di invenzione riuscito, l'abbinamento del carciofo con il salmone risulta gradevole e saporito. Alla fine una discreta lista di distillati aiuta a terminare la serata con piacevolezza.


La sala

Il banco del pesce




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