Valutare il potenziale qualitativo di un vigneto: ecco l'indice Bigot in anteprima a Castello di Cicognola

February 3, 2020

 Il Castello di Cigognola

 

Consulente agronomo per la Maison della Famiglia Moratti in Oltrepò Pavese, il 1° febbraio Giovanni Bigot ha presentato con Gaja e Poni l’indice che prende il suo nome.


Pensiero critico, centralità dell’uomo e cura meticolosa delle uve, del vigneto e del territorio sono valori imprescindibili per il nuovo corso di Castello di Cigognola. In questa fase di vita della Maison, Gabriele Moratti (proprietario) e Gian Matteo Baldi (AD) hanno fortemente voluto creare una rete di relazioni d’eccellenza con professionisti del vino innovatori, visionari ed esperti come Giovanni Bigot.
Ed è nella tenuta di Castello di Cigognola che il primo febbraio l’agronomo friulano, che collabora con
l’azienda, ha raccontato in cosa consista il neonato Indice Bigot.

 

L’indice - che prende il nome dal suo creatore - intende proporre un metodo scientifico per valutare il potenziale qualitativo del vigneto, correlando vigneto e qualità finale del vino, attraverso un approccio che si basa su studi e sperimentazioni pluriennali nei terroir più vocati d’Italia.

Accanto a Bigot, hanno presentato il loro punto di vista sull’indice il produttore Angelo Gaja, a cui l’agronomo
fornisce consulenza da anni, e Stefano Poni, docente all’Università Cattolica di Piacenza.

 

 

Giovanni Bigot 

 

Pieno appoggio al progetto è stato dato dall’AD Gian Matteo Baldi, che spiega: “Quello che ci lega a Giovanni Bigot è la stima personale e professionale, che si è rafforzata negli anni, e la propensione alla ricerca della conoscenza. Per noi è stato naturale seguire il metodo che Bigot ha proposto nella gestione dei vigneti di Castello di Cigognola, con l’obbiettivo di produrre le migliori uve possibili per i nostri vini. Già da quest’anno abbiamo iniziato a incrociare i risultati della vinificazione delle singole parcelle dei vigneti con le pratiche attuate e le rilevazioni effettuate durante l’anno. La creazione di un indice specifico di valutazione della qualità di un vigneto, rispetto alla produzione del vino, è lo strumento che mancava per dare una base oggettiva, empirico-scientifica, alla centralità della qualità dell’uva nella produzione del vino e valutare il lavoro svolto nel corso del tempo.”


Dopo la presentazione lo Chef Alessandro Folli del ristorante Ad Astra di Santa Maria della Versa (PV) ha proposto i suoi piatti in abbinamento al Moratti Blanc de Noir Cuvée ‘More Pás Dosé, il Nebbiolo Per Papà e il Barbera Dodicidodici.

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