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UNA FIRMA ECCELLENTE: GRANDI MARCHI Istituto del Vino Italiano di Qualità



di Marco Rossetti


Posso affermare con certezza che non è facile affrontare la degustazione di diciotto vini nel breve spazio di una cena. Si certo si tratta di un duro lavoro, ma il piacere di poter sorseggiare alcuni bicchieri delle migliori produzioni italiane aiuta molto. L'appuntamento con Grandi Marchi istituto del vino italiano di qualità 2022 è iniziato nei migliori dei modi, una cena svoltasi nella cordiale atmosfera dell'Hotel Flora di Roma progettata ed eseguita dallo chef Domenico Stile, compito non facile il suo: proporre piatti che si abbinino a quattro vini per ogni portata non è compito semplice, ma risolto egregiamente. Per me questa cena è stata una occasione unica: ho cenato gomito a gomito con il figlio di colui che senza saperlo mi ha fatto avvicinare al buon vino. Avevo dodici anni non bevevo mai vino, era uso che mio padre di tanto in tanto comprasse delle casse di vino di qualità, in quei giorni ne arrivò in casa una di Michele Chiarlo. Ne assaggiai qualche sorso, me ne innamorai e da allora non ho più smesso di apprezzare il vino di qualità. Ma la sorpresa più grande che abbiamo scoperto con Alberto Chiarlo è stata di condividere idee sul cibo e sulla qualità della vita, e per me questo vale!



La degustazione ha preso il via da un aperitivo a base di grandi bollicine italiane: un Francia Corta Ca' del Bosco Annamaria Clementi D.O.C.G 2014 e un incantevole Prosecco di Carpenè Malvolti Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D,O,C.G Bruto. Per l'antipasto Stile ha proposto un polpo arrosto con cavolo viola, pere e Ras-el-anut, piatto piacevolmente speziato che ben si abbinava ai vini proposti: Alois Lagader - Versalto, Pinot Bianco Alto Adige D.O.C 2020 sapido e minerale, dagli aromi freschi. Umani Ronchi -Vecchie vigne Verdicchio dei Castelli Jesi classico superiore D.O.C Biologico 2020, un bianco di incredibile stoffa e profondità. Jerman- Capo Martino, Venezia Giulia I.G.T 2020, profumo intenso e complesso. Abbinamenti avvincenti con il piatto, avvincenti come una gara di F1, ma con nessuna graduatoria.


Il risotto


Lo chef come primo ha proposto Risotto cacio, 3 pepi, mela e scalogno piatto deciso ma ingentilito dalla presenza della mela che è stato abbinato ai primi quattro rossi.

Tasca d'Almerita - Contrada Sciaranuova V.V. Etna Rosso D.O.C: 2017, un Nerello Mascalese di altissimo pregio, come è d'uso da parte dei Tasca.

Lungarotti - Rubesco, Villa Monticchio, Torgiano Rosso D.O.C.G. Riserva 2017, elegante e di solida struttura.

Michele Chiarlo - Cerequio, Barolo D.O.C.G.2018, ottimo, non posso dire altro sarebbe come se volessi esaltare le doti della mia prima fidanzata.

Pio Cesare - Mosconi, Barolo D.O.C.G. 2017, di grande complessità, morbidezza e longevità.

Domenico Stile per il secondo ha pensato ad un piatto tradizionale dell'alta cucina internazionale Agello alla Villeroy, decisamente gustoso e molto adatto come piedistallo ai vini abbinati.


L'agnello


Marchesi Antinori - Badia a Passignano, Chianti D.O.C.G. 2017, al naso intenso e al palato risulta ricco, con tannini ben integrati e sostenuti da un’ottima freschezza e sapidità.

Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute - Cabreo il Borgo Toscana I.G.T. 2018, corposo con tannini presenti e perfettamente integrati. Consistente, ricco.

Rivera- Puer Apuliae, Castel del Monte Nero di Troia D.O.C.G. Riserva 2016, vino d'impatto ma che al palato dona grande freschezza.


Col d' Orcia - Poggio al vento, Brunello di Montalcino D.O.C.G. Riserva 2012, Potente ed equilibrato, di grandissima struttura, dal corpo avvolgente.

Alle proposte gastronomiche di Stile non poteva mancare una pregevole selezione di formaggi:: Castelmagno d'alpeggio, Pecorino affumicato al legno di melo e Blu di Bufala, e come recita l'antico adagio la bocca non è stracca se non sa di vacca, anche in questa serata ci si è adeguati


abbinando ai grandi formaggi quattro vini all'altezza dei precedenti.

Tenuta San Guido - Guidalberto, Toscana I.G.T rosso 2020, vino morbido e avvolgente in grado di essere apprezzato anche in gioventù.

Argiolas - Turriga, Isola dei Nuraghi I.G.T 2018, elegante e saporito merita la meditazione.

Mastroberardino, Radici, Taurasi D.O.C.G. Riserva 2016, elegante e avvolgete pregiate note di frutti rossi e sentori speziati.

Masi - Riserva di Costasera, Amarone della Valpolicella D.O.C.G. 2016, dal bouquet intenso al palato caldo, avvolgente e persistente.


Il dessert


Per chiudere lo chef si è superato, la proposta del dolce si è presentata sotto forma di Mousse di pastiera, gel di pompelmo caramellato e dragoncello. al quale è stato abbinato:

Donna Fugata - Ben Ryè 2019 Passito di Pantelleria D.O.C. raffinato Passito della Perla nera del Mediterraneo massima espressione di questo vino.

Una serata memorabile, non solo per i vini degustati ma anche per quanto Grandi Firme compie nell'impegno di rappresentare al meglio il nostro vino nel mondo; Un’occasione per presentare il programma autunno/inverno di IGM che si prospetta ricco di eventi di promozione sui più rilevanti mercati internazionali e di iniziative social. Momento clou della giornata il riconoscimento che l’Istituto Grandi Marchi ha conferito alla giornalista

americana Monica Larner.


Monica Larner














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