• Marco Rossetti

Vinòforum XVIII° edizione, si apre alla grande con Lazio in Movimento



di Marco Rossetti


Si è aperta l'annuale edizione di Vinòforum. la più importante esposizione del mondo del vino e del food della capitale, fondata diciotto anni fa da Maurizio De Venuti e oggi coordinata da suo figlio Emiliano affiancato dalla moglie Michela Corvino. Un lavoro di gruppo capace di far crescere ogni anno di più l'interesse del pubblico romano attorno ai temi dell'enogastronomia, voce importante dell'economia del nostro paese.

E' vero oggi il grande pubblico è interessato sempre più al buon vino e al cibo di qualità, ma Emiliano e Michela hanno saputo creare una serie di eventi molto interessanti, raccogliere espositori di spessore: etichette prestigiose italiane e straniere, ma anche piccoli produttori capaci di proporre rarità di livello. Non solo sono presenti cuochi stellati e non, ma tutti pronti a soddisfare la curiosità del pubblico, rivolta sia alla cucina di tradizione sia alla grande cucina stellata. La presenza di un pubblico incredibilmente numeroso durante la prima serata della manifestazione lasca presumere che anche quest'anno il successo sarà grandioso. La festosa cornice di appassionati ha seguito con interesse le varie iniziative proposta nella serata d'esordio di questa diciottesima edizione di Vinòforum.

Noi della Gola e il Cucchiaio, da sempre affascinati supporter dei vini laziali, abbiamo partecipato ad una degustazione organizzata da Lazio in Movimento, una associazione di piccoli produttori fondata solo due anni fa da Michela Irione; Michela non è una produttrice ma ha voluto fondare questa associazione con l'intento di di far capire l'importanza del Lazio vitivinicolo e alimentare in generale con il proposito di cambiare la percezione che si ha oggi sia a livello nazionale sia a livello internazionale.

Tra i vini del Lazio, sia quelli realizzati da vitigni internazionali sia da quelli tradizionalmente tipici del territorio, si trovano significative e pregiate espressioni, grazie alla capacità di produttori che hanno saputo crescere ed incrementare il valore dei loro vini.

Proprio tra questi piccoli produttori virtuosi Michela ha raccolto adesioni per la sua associazione e in questa serata ne ha voluto far saggiare alcuni esempi. I produttori stessi hanno presentato i loro vini, quelli che loro hanno ritenuto i più adatti e rappresentativi del territorio.

Il primo racconto lo ha narrato Gabrielle Gaffino, dell'omonima biologica, fondata dalla famiglia nel 1961: si trova a pochi chilometri da Roma sud, 32 ettari che si estendono tra Castelgandolfo e Pomezia; un terreno vulcanico e argilloso ideale per l'allevamento del vitigno internazionale Viognier, ma a parere di alcuni storici sembra che sia stato un imperatore romano ad introdurlo nella Valle del Rodano. Questo vino, a mio parere una delle migliori espressioni del Vitigno, mostra carattere e bevibilità, dal profumo floreale e al palato restituisce sapori di frutta fresca.



Il secondo vino proposto in degustazione è una Malvasia del Lazio in purezza, dell'azienda Etruscaia di Tarquinia, vino sapido, fresco e persistente, con note di frutta esotica dalla facile bevibilità.

Anche il terzo vino presentato è stato una Malvasia, questa volta Puntinata. L'azienda è Emiliano Fini, che vinifica solo due vitigni la Malvasia Puntinata e il Grechetto, vinificazione in purezza. Il territorio di produzione è quello ai piedi dell'antico vulcano del Lazio esattamente nella zona di Aprilia. Il vino nasce da un'attenta selezione delle uve e rispetta tutte le migliori aspettative del vitigno.

Anche le cantine Raparelli di Aprilia hanno proposto un Viognier, un vino con sentori minerali e fruttati, morbido ma secco, sapido e persistente. Riccardo Raparelli è un giovane vignaiolo tornato alla sua vigna dopo esperienze lavorative presso aziende importanti, le piccole dimensioni dell'azienda comunque gli permettono di produrre ottimi vini.

Muscari Tomajoli è una azienda giovanissima, la produzione nasce da terreni vergini solo dal 2007. terreni appartenenti alla storia etrusca, siamo ancora una volta a Tarquinia, il vino proposto è un vermentino, vino dalle notevoli doti gustative, raffinato e pieni, tanto da non mostrare tutte le caratteristiche del vitigno. A questo Vermentino Muscari Tomajoli hanno attribuito il nome del di del Mare Etrusco Nethun.

Federico Artico è un giovane produttore che ha ripreso la tradizione di vignerons del nonno, le sue vigne si trovano tra i Castelli Romani e l'Agro Pontino. Le vigne del trebbiano si estendono su un dislivello tale per cui permette una vendemmia di uve più o meno mature, particolarità che dona acidità e persistenza al vino, doti che unite alla mineralità data del terreno vulcanico rendono questo trebbiano molto interessante.

I Pampini è l'azienda dei coniugi Oliveto, si trova a Latina ma ai confini con Nettuno, cittadina patria del Bellone, questo vitigno autoctono da sempre coltivato nella zona che va da Tor Caldara a Torre Astura, nella fascia costiera a sud di Roma, localmente viene chiamato anche Cacchione. Nella versione presentata a questa degustazione, cioè non filtrata, risulta all'olfatto ricco di profumi di frutta esotica e rilascia al palato un retrogusto di mandorla amara che rendono il vino gradevole.

E' la volta ora di due vini che sono la rappresentazione dell'enologia laziale: due Frascati. Il primo di Merumalia tenuta di Frascati è appunto Primo Frascati Superiore prodotto con i vitigni Malvasia del Lazio, Greco, Bombino, ha profumi intensi ed avvolgenti con acidità rinfrescante e persistente. Nasce da uve autoctone coltivate su terreni vulcanici nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio. L'altro Frascati superiore è quello dell'azienda di Grottaferrata Gabriele Magno, in azienda sono presenti vigneti molto antichi, vigneti esposti alle brezze marine che ben asciugano le viti. I vitigni sono Malvasia Puntinata e il 25% di Trebbiano si presenta al palato con un leggero retrogusto di mandorla amara, è un vino ben strutturato ma fresco e di facile durata nel tempo.



Chiude questa breve rassegna l'unico rosso della serata, l'azienda che lo propone è le Cantine Morichelli: siamo sulle colline che circondano il lago di Bracciano in provincia di Roma. Il vino in degustazione è il Violo, prodotto da uve Violone 100% è un vitigno autoctono della zona ed è un clone del vitigno Montepulciano. Al naso è intenso, fruttato, con profumi di frutti rossi e marasca, pian piano che si apre appaiono frutti di bosco, gelso, mora e note speziate, di una speziatura dolce e aromatica. Al gusto il frutto è ben manifesto, con note di cacao, cuoio lavorato e tabacco dolce.

Il Violo è affinato in legno, 12 mesi in barrique di secondo passaggio che permettono l’addomesticamento del tannino altrimenti troppo padrone del palato.


La sorpresa di scoprire questi piccoli produttori, capaci di proporre delle vere eccellenze è stata una sorpresa piacevole; c'è tanta passione che accomuna dei giovani vignaioli, quasi tutti legati alla filosofia del biologico, ma tutti fortemente legati al territorio ed impegnati, con i loro prodotti, a rispettare le promesse di una tradizione millenaria che è la cultura del vino del Lazio. Il successo della degustazione, ma soprattutto dei vignaioli presenti, lo si può misurare anche dal fatto che i presenti finita la degustazione si sono fermati per assaggiare anche altri vini, che i produttori stessi si sono prestati a servire e a raccontare. Davvero i complimenti a Michela Irione capace di selezionare questi produttori capaci e caparbi, e soprattutto valorosi nel credere nella qualità dei vini del Lazio.


Le foto di alcuni dei produttori ( e ci scusiamo se abbiamo dimenticato qualcuno...)










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