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Nei boschi della Carnia, in Friuli Venezia Giulia "Anime migranti": la notte di Halloween

2 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Un suggestivo  momento della manifestazione
Un suggestivo momento della manifestazione

Una lunga processione di anime si incammina lentamente dalle tombe verso la chiesa, mentre sui davanzali sono posti piccoli doni e offerte e brillano fiammelle, segno discreto di una casa che le attende. È un'atmosfera mistica, sospesa nel tempo e orientata alla purificazione, quella che -fra i monti della Carnia in Friuli Venezia Giulia - caratterizzava alla vigilia di Ognissanti la La Not dalis Muars (la notte delle zucche intagliate), sorta di Halloween ante litteram in versione carnica. L’origine di questa tradizione è antichissima e risale alle celebrazioni per il Capodanno celtico, quando per una notte cadevano le barriere fra il mondo dei vivi e quello dei morti, che tornavano nei luoghi dove avevano vissuto.


È da questa suggestione che prende forma Anime migranti: la notte di Halloween, l’esperienza proposta da Visit Zoncolan a Paluzza, fra i boschi e le radure dell’antica Torre Moscarda: il 31 ottobre, con replica il 1° novembre, dalle 20, il paesaggio si farà racconto, accompagnando i visitatori dentro una memoria in cui la vita e la morte si sfiorano con delicatezza.


La Not dalis Muars, richiama le zucche intagliate e un patrimonio di credenze nel quale si intrecciano religiosità, leggende e suggestioni di antichi riti stagionali. Nel passaggio verso i mesi più freddi, il confine fra il mondo visibile e quello invisibile si fa, nel racconto popolare, più sottile. I morti tornano vicini e i vivi preparano per loro un posto nella notte.  La passeggiata guidata invita a entrare in questa atmosfera a passo lento. Le lanterne disegnano piccoli cerchi di luce mentre oltre, il bosco rimane avvolto nell’ombra. Sotto le scarpe crepitano le foglie, mentre le storie accompagnano il cammino fra alberi e radure.  Il mistero ha qui il calore di una memoria condivisa. Si cammina per incontrare le leggende, ma anche per ritrovare un modo antico di abitare la montagna: riconoscere i suoi ritmi, rispettarne il buio, affidare a una fiamma il pensiero di chi manca.


Alla fine del percorso arriva il sapore dei cjarsòns, sorta di ravioli tipici della Carnia il cui gusto gioca fra dolce e salato, accompagnati dal vino. La degustazione riprende il significato delle offerte che venivano lasciate sui davanzali insieme a piccoli vasi d’olio, con stoppini galleggianti accesi: luce e nutrimento destinati ai defunti. Il cibo prolunga così il racconto e restituisce alla notte una dimensione familiare. Fra il tremolio delle lanterne e il gusto di una ricetta del territorio, Visit Zoncolan invita a vivere un Halloween raccolto e suggestivo, una notte in cui la memoria trova un sentiero, e il sentiero conduce, infine, al calore della tavola.


Per informazioni e prenotazioni: 


Visit Zoncolan 

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