Trentodoc: le bollicine di montagna sbarcano a Roma



Domenica 19 maggio, dalle ore 12:30 alle ore 20:30, nel complesso architettonico di Palazzo Pallavicini Rospigliosi di Roma, un tempo sede delle grandiose Terme di Costantino, va in scena "Vino e arte che passione": in vetrina tutte le etichette del Trento Doc, le bollicine trentine. L’Istituto Trento Doc presenterà un’etichetta per ogni casa spumantistica associata: in questa speciale cornice, sarà possibile degustare alcune delle eccellenze dell'enologia italiana (oltre 50) e accedere alle collezioni d’arte private.

All’ombra delle Dolomiti, patrimonio dell’Unesco, i vigneti dello spumante Trentodoc crescono in un territorio ideale, caratterizzato da forti escursioni termiche. È qui che i viticoltori trentini trasformando grappoli unici in bollicine di montagna.


Trentodoc è l’espressione diretta della terra che lo produce: un metodo classico prodotto in un territorio caratterizzato da grande varietà climatica e altitudini diverse.

Primo metodo classico a ottenere la DOC in Italia, fra i primi al mondo, Trentodoc è legato indissolubilmente al Trentino, una terra naturalmente vocata alla coltivazione degli uvaggi ideali per essere trasformati con questo metodo produttivo. Ottenuto da uve coltivate fino a un’altitudine di 900 m.s.l.m., Trentodoc trova nel territorio montano un fattore unico e distintivo.


Le pupitres di Trentodoc


L’importazione in Trentino del metodo classico, metodologia di produzione che a inizio Novecento fu considerata innovativa per i viticoltori locali, non ha compromesso il legame con le tradizioni. Trentodoc infatti è più di un marchio, di una denominazione, di un’etichetta, di un progetto: è un sentimento preservato da generazioni di viticoltori trentini che tutelano il patrimonio storico e naturale, rispettando il passato e volgendo lo sguardo all’innovazione.


Oggi sono 53 le case spumantistiche associate che producono con il marchio Trentodoc e che sottoscrivono il disciplinare di produzione. A loro spetta la tutela della qualità delle bollicine di montagna, prodotte rispettando rigidi canoni e controlli lungo tutta la filiera. La denominazione di origine controllata “Trento”, è riservata a bollicine realizzate a partire da uve di provenienza esclusivamente trentina, principalmente Chardonnay, Pinot nero ma anche Pinot bianco e Pinot meunier, ottenuti con il metodo della rifermentazione in bottiglia e un prolungato contatto con i lieviti. Le case spumantistiche trentine, tuttavia, applicano regole molto più restrittive e severe rispetto a quelle imposte dal disciplinare, prolungando la permanenza sui lieviti a esclusivo vantaggio della qualità finale di ogni singola bottiglia.


I NUMERI DI TRENTODOC

800 ettari è la superficie totale di produzione dedicata alla Doc Trento 4 i vitigni Trentodoc: Chardonnay, Pinot nero, Pinot bianco, Pinot meunier 53 le case spumantistiche Trentodoc che fanno parte dell’Istituto Trento Doc 10 mila ettari è la superficie vitata trentina (8% utilizzata per uva base spumante) 9 milioni sono le bottiglie vendute nel 2017 100 milioni il fatturato complessivo Trentodoc 15 mesi è il periodo di maturazione sui lieviti per un Brut 24 mesi è il periodo di maturazione per un Millesimato 36 mesi è il periodo minimo di maturazione per una riserva

Il prezzo del biglietto d’ingresso intero è di € 30 ed include:

-degustazione dei vini di tutte le aziende partecipanti (oltre cinquanta)

-piccoli assaggi food

-calice in omaggio

-visita guidata al Casino dell’Aurora Pallavicini (posti limitati, ad esaurimento)

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