La Regola: un territorio, il vino

May 16, 2019

 Il cru La Regola, cabernet franc in purezza

 

A pochi chilometri da Bolgheri, terra cantata dal poeta Carducci oggi ancor più famosa per l'ottima produzione di vino, sorge il podere La regola. Azienda vocata alla  produzione di grandi Cru,  siamo nella valle del Cecina a cinque chilometri dal mare nel comune di Riparbella. 

Qui all'inizio del novecento la famiglia Nuti comprò un piccolo appezzamento di terra per la produzione familiare di vino e olio. 

Ma solo negli anni novanta Luca e Flavio, ultimi rampolli di una famiglia in origine di artigiani del ferro battuto, decisero di trasformare la loro produzione da familiare a imprenditoriale.

Crescendo il volume dei terreni e della produzione le esigenze si allargavano, allora la necessità di costruire una nuova cantina divennero impellenti.

 

Lauro 2015 IGT Toscana

 

La nuova costruzione si posizionò nei terreni in cui si reperirono reperti archeologici etruschi, a testimonianza che qui sin dal VII° secolo a.C. l'attività vitivinicola fosse di primaria importanza.

Un territorio che si presta felicemente alla produzione di grandi vini, per la sua composizione e per la sua posizione esposta ai venti marini e al calore del sole, dove i Nuti hanno impiantato vigne di uvaggi internazionali affiancandoli agli autoctoni. Al Sangiovese e al Vermentino si sono aggiunti il Cabernet Franc e Manseng; oltre ai vitigni italici come Malvasia, Trebbiano e Colombana.

La Regola: un territorio, il vino, è un unico il lavoro dell'azienda è espressione del territorio, che si esprime in vino di eccellenza, qui si producono bianchi e rossi fermi o mossi ma tutti di alto livello, tanto che qualcuno li può annoverare tra i Super Tuscans.

Oggi abbiamo avuto l'opportunità di degustare alcuni vini di la Regola abbinandoli ai piatti proposti da Cristina Milozzi patron del Ceppo di Roma.

Il primo vino è stato La Regola, uno spumante brut millesimato 2015 metodo classico prodotto con vitigno Manseng e una piccola percentuale di Chardonnay, ottimo da abbinare ad antipasti o crostacei, ma pregevole anche per tutto il pasto a base di pesce, al palato risulta pieno con un perlage ricco e dai toni floreali; l'abbinamento scelto è stato con delle animelle croccanti e fiore di zucca pastellato, un piatto delicato che riesce a restituire nobiltà alle animelle troppo spesso bistrattate dai cuochi.

 

 Il delizioso fritto di animelle con fiore di zucca del ristorante Al Ceppo

 

La degustazione è proseguita con dei ravioli ripeni di guancia di manzo brasata su crema di pecorino e maggiorana, piatto sapido, senza essere troppo saporito, dove la crema di pecorino toscano si sposa benissimo con la consistenza saporita della guancia; a questo piatto è stato abbinato Lauro 2015 IGT Toscana prodotto con vitigno  Viogner e una percentuale variabile di Chardonnay, vino creato per durare nel tempo secco, decisamente caldo, ma quello che spicca è la decisa sapidità, che definisco marina, il compito dello Charddonay è quello di donare quel tanto di dolcezza capace di stemperare la salinità del vino.

Terzo vino proposto è La regola. Igt Costa Toscana Rosso, la bandiera dell'azienda la Regola; un Cabernet Franc in purezza che mostra tutte le pregevoli doti del vitigno impreziosite dall'influenza del territorio; un vino che matura nel tempo e l'età lo rende sempre più interessante. rendendo al palato una rotondità piena, sapidità e gusto persistenti, che sottolinea quanto il Cabernet Franc sulla costo toscana si senta quasi più a suo agio che a casa sua nel Medoc, a questo piatto è stato abbinato un maialino cotto a bassa temperatura, ripassato in padella accompagnato a purea di patate aromatizzate all'arancia e polvere di piselli, anche questo un matrimonio riuscito frutto della fantasia ed esperienza di Cristina Milozzi del Ceppo e di Flavio Nuti dell'azienda La regola.

Il percorso vino-cibo si è concluso con erborinati lombardi accompagnati da Sondrette della Azienda La Regola, un passito bianco toscano, realizzato con vitigni: Trebbiano, Malvasia e Colombana, uve raccolte a mano dopo una cernita accurata, appassite su graticci in locali ben areati, pressate in modo soffice, che permangono nei caratelli, senza madre, chiusi con tappo e cemento per almeno dieci anni, affinato poi in bottiglia per almeno 12 mesi.

La Regola: un territorio, il vino.

 

Sondrette, passito toscano

 

La Regola, spumante brut millesimato 2015 metodo classico

 

 Tortelli di guancia con crema di pecorino e maggiorana

 

 Il maiale arrosto con purea aromatizzata all'arancia e  polvere di piselli 

 

 Selezione di formaggi e pere per il passito

 

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