• di Marco Rossetti

Cavatelli al profumo di aringa


Per realizzare questo piatto la prima cosa da fare e preparare delle aringhe affumicate, quelle che una volta, in Italia centrale, venivano chiamate le sarache. A questo proposito vi voglio raccontare una storiella. In una capanna sperduta tra le montagne due pastori sono seduti attorno al fuoco, sopra al focolare e' appesa un'aringa ad affumicare, mentre fuori imperversa la tormenta uno dei due chiede all'altro:" Compa' mo' che te mangeresti de bono?" Il secondo risponde:"Compa' me magnerebbe du' belle fette de pane strusciato su qua'saraca appesa. E tu che te magneresti?" Il primo: "E che te vo' magna', ti si preso lu mejo". E già dopo la strusciata il pane ha assorbito quasi tutto il profumo affiorante dell'aringa, cibo intoccabile se non per eventi speciali. L'aringa, come il baccalà, una volta era il pesce consumato dalle fasce più povere della popolazione. Ma torniamo alla nostra ricetta. Io preferisco le aringhe affumicate ancora da spellare a quelle confezionate sottovuoto, comunque sia una volta spellate le aringhe, o aperto il sottovuoto, immergere il pesce in una tazza di latte, lasciare riposare per una notte. Le aringhe perderanno una parte dell'affumicato risultando più delicate. Il mattino successivo lavate le aringhe e tagliatele alla julienne, in una vaschetta adagiate uno strato di filetti e condite con olio extra vergine di oliva, alcune fettine sottili di aglio e qualche rondella di peperoncino. Continuate a sovrapporre strati di filetti uno sull'altro facendo attenzione che in superficie le aringhe rimangano bene sott'olio. Coprite il barattolo e aspettate un paio di giorni, avrete ottenuto un meraviglioso composto da servire come antipasto ma anche come secondo.


Ingredienti per 4 350 gr.di cavatelli 150 gr.di pomodori piccadilly 100 gr.di olio condito delle aringhe una presa di origano un mazzetto di prezzemolo tritato.

Quando, dopo qualche giorno, nel contenitore saranno rimaste solo due o tre aringhe avrete una salsa di olio condito ben profumata di aringa, questo è il momento di preparare i cavatelli. Versate la salsa in un tegame, fate scaldare leggermente e aggiungete qualche pomodorino piccadilly spaccato. Questa tipologia di pomodoro ben si abbina alla salsa, donando una acidità perfetta per il piatto. Aggiungete qualche oliva, taggiasca o itrana, due o tre capperi e una presa di origano; lasciate andare a fuoco vivace ma senza far sfaldare i pomodori, aggiungete una presa di sale. Nel frattempo avrete cotto i cavatelli, per te o quattro minuti, essendo questi impastati solo con acqua e farina non necessitano di una lunga cottura, lasciateli un po' al dente e versateli nel tegame, fate saltare lontano dalla fiamma e aggiungete qualche ciuffo di prezzemolo. Portate in tavola e servite. Buon appetito.

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