• di Marco Rossetti

Vinòforum: un grande classico e un emergente


Rosato Marche igt della Tenuta De Angelis

Entrando a Vinòforum di quest'anno ci si trova immediatamente difronte allo stand di Trento Doc, una delle eccellenze delle bollicine italiane, un vino di alta qualità apprezzato non solo dagli intenditori. Uno stand che attira un grande numero di pubblico, dove poter degustare una delle 45 etichette raggruppate sotto questo marchio. Trento Doc è un metodo classico trentino; quello che viene anche chiamato le bollicine di montagna perché provengono da un territori e da un clima unici, che sembrano fatti apposta per produrre bollicine, le vigne sono coltivate ad una altezza sul livello del mare che varia dai duecento ai novecento metri.

Trentodoc è un vino speciale perché soggetto all’affascinante processo di produzione “metodo classico” che ha bisogno di tanta bravura, molta passione e lunghe attese., è necessario un periodo molto lungo che va da un minimo di 15 mesi, come stabilito dal disciplinare, fino a 10 anni per una grande riserva. L'unicità di questo vino deriva dall’unicità del Trentino, un territorio con caratteristiche uniche che si riflettono sulla raffinatezza di ogni singola bottiglia. Dalle uve Chardonnay, Pinot nero, Pinot bianco o Pinot meunier, si ottiene il vino fermo base al quale, una volta imbottigliato, vengono aggiunti lieviti e zuccheri. Lo spumante spumante metodo classico è frutto della rifermentazione in bottiglia, altrimenti detta seconda fermentazione, durante il riposo delle bottiglie in cantina.


Il Trento Doc Moser


La storia del Trento Doc parte da molto lontano, le prime tracce della lavorazione del vino in Trentino risalgono al 300 a.C. Ma è nel 1902 che inizia la storia moderna di questo vino

Giulio Ferrari era un giovane enologo dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige che, durante i suoi viaggi studio in Francia, ebbe una grande intuizione, individuando una certa somiglianza fra la Champagne e il Trentino. Quindi, perché non provare a produrre uno spumante trentino?

Bere Trento Doc è un'esperienza sensoriale che si rinnova come un gioco: quello di ricercare nel calice tutte le fragranze che esprimono un intero territorio e che allo stesso tempo rendono unico il vino. Una delle caratteristiche fondamentali di questo spumante è il perlage. Bollicine fini e persistenti esprimono qualità.e sensazioni olfattive richiamano fragranze fruttate e floreali, oltre a numerose successive note: vaniglia, albicocca, frutta esotica, nocciole tostate, pane appena sfornato, mela Golden, cioccolato bianco e gelsomino. Al gusto si rivela fresco, pieno e rotondo nell’impatto. Il tutto in un sapiente equilibrio tra morbidezza e misurata acidità.

Trento Doc è sicuramente un bere italiano di qualità.


Bollicine di Trento Doc


Nel curiosare tra le 2.500 etichette esposte a Vinòforum si possono scoprire curiosità interessanti:piccoli produttori, territori vitivinicoli meno conosciuti, vinificazioni particolari. Tra tutte queste piccole curiosità abbiamo scovato un rosè che ci è piaciuto particolarmente.

Il territorio è quello del Piceno, la cantina è Tenuta De Angelis di Castel di Lama AP, il vino è il Rosato Marche igt. Sotto la pressione dei clienti americani, la cantina qualche anno fa ha cominciato a produrre questo rosato. La vinificazione in rosato non è ancora molto apprezzata dal mercato italiano, quindi sotto la spinta dei clienti d'oltre oceano la cantina ha presentato due anni fa questo vino, molto versatile, e facile da abbinare in tavola. Si presenta con un colore tenue che ricorda quello della cipolla di Tropea, dal profumo delicatissimo di frutta e di rosa appena sbocciata. Il vitigno dal quale è ricavato è il Sangiovese, che qui ripropone tutte le sue caratteristiche migliori. La coltivazione delle uve è mantenuta molto vicina al biologico, in un territorio vocato alla viticultura, tanto che l'azienda produce una vasta gamma di vini realizzati con i vitigni tipici della zona: Passerina, Pecorino, Falerio e i rossi classici come il Rosso Piceno, il Montepulciano d'Abruzzo. Tra i rossi di questa azienda merita una citazione particolare L'Anghelos, un giusto equilibrio tra tipicità ed eleganza. Un bend di Montepulciano 70% , Cabernet Sauvignon 25%, Sangiovese 5% Coltivati in terreno tendente all'argilloso tra 200 e 350 metri di altitudine nel comune di Offida. La vinificazione è tradizionale con macerazione delle bucce per 15-20 giorni in silos di acciaio, poi affinato in barrique per 12-15 mesi, successivamente in bottiglia per circa 9 mesi. Si presenta con colore scuro tendente al violaceo, profumo ricco di sentori di confettura di amarena, frutti neri e note speziate. Due vere sorprese capaci di stupire anche i consumatori più esperti.

Anghelos della Tenuta De Angelis

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