Vinòforum: alta cucina e bollicine per tutti



Vinòforum è una manifestazione unica, dove il gusto è protagonista assoluto. Il binomio vino e cibo qui è inscindibile, una mostra di 2500 etichette tutte degustabili; a cui si abbina anche la possibilità di assaggiare piatti dell'alta cucina italiana. Infatti nei vari spazi messi a disposizione dell'organizzazione, si esibiranno in successione per tutto il periodo (15-24 Giugno) trenta cuochi stellati. L'evento permette di avvicinare il firmamento italiano della cucina al grande pubblico, che avrà la possibilità di assaggiare piatti di livello per soli pochi euro.

Tra i vari chef abbiamo incontrato Roy Caceres, che per questa occasione propone tre capisaldi della sua cucina: Maccheroni e crostacei, alghe,burrata, Uovo 65 carbonara, Arepa di Mais, chipotle, erbe e "chicharon". Roy, cresciuto in Italia, ha saputo fondere al meglio due culture gastronomiche quella colombiana - paese in cui è nato- e la nostra. Ha saputo ritrovare nella memoria sapori di piatti che il nonno gli preparava da bambino, riuscendo a mixarli con il gusto italiano che sa interpretare al meglio. Qui a Vinòforum lo abbiamo intervistato sull'abbinamento di cibo e vino. "Il vino è il completamento del cibo, secondo me non c'è cosa migliore che abbinare un buon bicchiere di vino al cibo di alta ristorazione, ma anche a quella più semplice. Per godere a trecentosessanta gradi di buon cibo ci vuole un buon vino. Un piatto è composto da varie percentuali: senza una grande materia prima non avremo mai il risultato desiderato, poi ovviamente c'è la tecnica e la conoscenza della materia prima, senza le quali non sarebbe possibile ottenere dei buoni piatti; la tecnica è ciò che conta per fare un piatto straordinario, che può essere esaltato al massimo dall'abbinamento con il vino giusto. L'alta cucina è anche il modo di trasmettere il valore di un prodotto, di quel coltivatore o quell'allevatore all'uomo che sta dietro il prodotto; non serve conoscere personalmente un contadino ma è nel conoscere le sue verdure che impari ad apprezzare la persona, il prodotto è al centro di tutto, è attraverso di lui che si trasmettono emozioni. Essere qui è bello, infatti si può vivere un contatto diretto con il pubblico, qui si avvicinano anche persone che non mi conoscono ed è bello scambiare idee e ascoltare commenti, ma soprattutto qui trovo la possibilità di trovare nuovi abbinamenti di vino con la mia cucina". Ecco questo è uno dei temi più discussi in questa quindicesima edizione di Vinòforum: il vino non è solo un elemento da abbinare ad un piatto, il vino ha una sua nobiltà indiscussa, può e deve essere degustato da solo, ogni occasione è buona per assaggiare un buon bicchiere, come ci hanno insegnato i nostri antenati, l'Italia è il paese del vino, sempre più si sta affermando nei mercati internazionali in questo settore.


Trentodoc Bellaveder in degustazione


Ogni regione possiede viti autoctone, i territori valorizzano i vini da vitigni nazionali e internazionali, ma le caratteristiche della regione si manifestano sempre. E' il caso del Trentino che nella sua produzione vinicola sta raggiungendo risultati ragguardevoli, in modo particolare nel settore delle bollicine, qui i produttori si sono associati fondando il consorzio del Trentodoc. Trentodoc è uno spumante pregiato perché le caratteristiche territoriali, la varietà del clima e le altitudini tipiche del Trentino contribuiscono a renderlo diverso: un vero e proprio spumante di montagna, tra i migliori spumanti italiani.

I produttori Trentodoc definiscono spumante di montagna grazie a questa speciale combinazione di elementi: territorio, altitudine e clima.

Uno spumante realizzato con il metodo classico, di cui abbiamo degustato alcuni esempi di cui siamo rimasti entusiasti.

Trentodoc NATURE riserva 2013, Chardonnay 100%. Fermentazione condotta parte in acciaio e parte in barriques. Giallo paglierino con riflessi dorati, cristallino. Al naso, piacevoli sentori di lievito si coniugano con note fruttate fresche, tropicali e agrumate. Al palato piacevolmente fresco, di corpo, persistente. Il perlage molto fine e persistente conferisce cremosità in bocca.

Etyssa extra brut 2 Colore giallo paglierino dalle bollicine fini e persistenti. Al naso si esprime con sentori fruttati e di fiori bianchi, con leggere note di nocciola tostata e crosta di pane. Al palato si rivela pieno, fresco e ben bilanciato tra acidità e sapidità.

Chardonnay 100%, il millesimo 2013 descrive un'annata particolare, povera di quantità ma ricca di qualità e gusto, dosata con 1,2 g/l di zucchero per esaltarne l'unicità. Ottenuto esclusivamente da uve chardonnay, la “Cuvée N°2” vinifica per il 90% in acciaio e per il 10% in tonneaux di rovere francese, quindi affina sui lieviti per 32 mesi in bottiglia.

Trentodoc Maso Nero riserva uno spumante importante per la struttura ottenuta con una permanenza di ben quattro anni sui lieviti che concedono opulenza, struttura e rotondità allo spumante con un piacevole sentore di vaniglia e cioccolato. Assolutamente armonico e lungo nel gusto con una buone dote di freschezza e fragranza. Un Trentodoc evoluto, con un un bouquet intenso e complesso con sentori di cioccolato bianco, vaniglia , miele di castagno, frutta esotica appassita al sole . In bocca un trionfo di sensazioni che ricordano i profumi, una lunga persistenza ed un perlage 48 mesi.

Pisoni Rosè millesimato Metodo Classico dal colore rosa antico per la presenza di Pinot nero che, assieme alla permanenza superiore a 24 mesi in fresche cantine, conferisce a questo prodotto aroma e finezza inconfondibili. Ogni bottiglia è contrassegnata dalla data di sboccatura. Si presenta con un colore rosato buccia di cipolla abbastanza chiaro e con perlage molto fine, continuo e persistente. Al naso il vino è fresco, pulito e di media intensità con riconoscimenti floreali, vegetali e fruttati. millesimato 2015.

Un percorso davvero interessante che ha descritto alla perfezione ogni sfumatura del territorio trentino.

Etyssa extra brut 2



Trentodoc Maso Nero

Pisoni Rosè millesimato Metodo Classico

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