• di Marco Rossetti

Pane e tempesta


Lungi da me voler parlare di letteratura in queste mie povere righe, ma il romanzo di Stefano Benni ha ispirato il gruppetto di giovani e appassionati che hanno aperto la panetterie e pizzeria a Roma. Siamo al quartiere Monte Verde Nuovo di fronte al mercato comunale vicino a Piazza Scotti, e un anno fa per volontà di Fabrizio Franco e Patrizio Ginobi si apre questa nuova iniziativa, basandola su una filosofia di condivisione, di passione e di amore per il mestiere e per il pane. A loro si aggregano, Gabriella Franco sorella di Fabrizio e Omar in arte Mullah Abdel Fattah. Tutti legati dalla grande passione per la panificazione, ognuno di loro è spinto da un travolgente entusiasmo per le farine e i lieviti, la loro ricerca ha dato come risultato una unicità del prodotto, altamente gustoso e digeribile.

Qui si usano prodotti di primissima scelta come farine ricavate dai grani antichi italiani, provenienti dall'agricoltura biologica. Per citarne alcune: Tumminia, Senatore Cappelli, Farro Monococco, Bidi, Madonita, Grano Saraceno Tartarico, prodotte dalle aziende artigianali di varie regioni italiane. Inutile dire che i pani sono fatti solo con il lievito madre. Anche la pizza di Pane e Tempesta non è la solita "romana o napoletana", e nemmeno la "classica" pizza a taglio. Sono lingue di pizza con impasto semintegrale condite in mille modi, a seconda della stagione e dell'estro del fornaio, dalla margherita alla amatriciana, passando per pere e gorgonzola, parmigiana o patate, broccoletti e pomodori secchi. Ed ora c'è una grande novità: lingue di pizza anche a cena con due condimenti a scelta, servite su taglieri di legno. Il loro segreto è l'utilizzo di miscele di farine diverse e l'uso ponderato di segale la cui umidità rende la pizza così soffice all'interno e croccante ai bordi, tanto da deliziare anche i palati più esigenti. I pani di Pane e Tempesta sono tutti buonissimi, difficile reperirne di così buoni, tanto gustosi da poterli assaporarli anche da soli, così ricchi di fragranza e gusto.

Tutti godono di una qualità: quella di mantenere la freschezza anche per qualche giorno, questo grazie al metodo di panificazione antico, che ci riporta alla cultura del pane contadino di secoli scorsi. Anche la pizza di Pane e Tempesta non è la solita "romana o napoletana", e nemmeno la "classica" pizza a taglio. Sono lingue di pizza con impasto semintegrale condite in mille modi, a seconda della stagione, i prodotti utilizzati per i condimenti sono tutti di primissima qualità e danno vita ad esaltanti pizze: dalla margherita alla amatriciana, passando per pere e gorgonzola, parmigiana o patate, broccoletti e pomodori secchi.

Ed ora c'è una grande novità: lingue di pizza anche a cena con due condimenti a scelta, servite su taglieri di legno. Due condimenti in particolare mi hanno rapito: uno diciamo a base salata e l'altro a base dolce. La prima è quella alle melanzane affumicate (in casa), e poi quella ricotta di pecora e cachi. Buon appetito. Pane e Tempesta via Giovanni de Calvi 23/25 06 8772 5015 panetempestaweb@gmail.com

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