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Casa Marcelo, la cucina sudamericana conquista Via Veneto



“Il mio sogno? Convincere i romani che via Veneto non è soltanto una strada per turisti facoltosi. Ma che anche nel vecchio tempio della Dolce Vita è possibile immaginare una cucina moderna, attenta alla qualità e con una forte vocazione internazionale. Una proposta per tutti, forestieri e residenti”.

Annalisa Polo è una che ama le sfide ardue. Come ribaltare l’immagine di una strada che appartiene più all’immaginario cinematografico e globale che al cuore della città e dei suoi abitanti. Insieme al marito Roberto Tomasini, dopo l’apertura a Fregene di Casa Carmen, al numero civico 173 ha appena inaugurato Casa Marcelo, ristorante che partendo da uno stile spagnolo, carica gli aromi del Mediterraneo e veleggia verso il Sud America, girando tra Messico, Argentina, Cuba e Venezuela.

“Ci siamo subito innamorati degli spazi di questo locale- spiega la titolare – perché è al centro di Roma ma allo stesso tempo molto internazionale, materico. La sala interna è grande e d’impatto, perfetta per creare un gemello per amanti delle carni della nostra Casa Carmen, dove invece puntiamo sul pesce. Ci ha trasmesso immediatamente stabilità ed energia, le linee squadrate i dettagli in ferro erano perfetti per creare l’atmosfera che desideravamo”.

Casa Marcelo parte dunque da un’ispirazione internazionale, puntando su cotture alla brace e raffinate marinature in una carta che si muove tra le eccellenze spagnole e sudamericane. A sorvegliare il tutto l’esperienza dello chef Alessio Procaccini che, dopo la lunga gavetta tra Tenerife e Barcellona, rientra a Roma con l’obiettivo di farsi notare. Classe 1990, sedici anni di lavoro alle spalle dopo la formazione al Gambero Rosso e un amore dichiarato per la cucina spagnola e la ricerca.

Procaccini valorizza tutte le sue materie prime con cotture tradizionali, lente e ragionate. E lo fa andando oltre la mera interpretazione scolastica. In pratica, si prendono i grandi elementi spagnoli, venezuelani, messicani e argentini e si trasportano in un contesto più largo che privilegia abbinamenti creativi e giochi di consistenze.

“La creatività – racconta - è proprio un punto essenziale perché disegna una cucina che è allo stesso tempo contemporanea e di sostanza. Qui lavoriamo sui ricordi. Questo menù è un viaggio insieme a noi e c’è un pezzettino di tutti noi qua dentro. Il gusto è protagonista, ma anche la memoria e la voglia di stare bene prendendosi un po’ di tempo per sé stessi”.

Tra gli antipasti da segnalare i Pimientos del padròn, i classici friggitelli fritti serviti con sale maldòn e le Croquetas de jamon ( le crocchette di prosciutto con mayo al lime e pepe rosa). E poi ancora chorizo, queso frito e Ceviche de lombo. Ricca scelta di tostadas con ingredienti sempre freschi e salse home made. Da provare le selezioni di Jamon iberico stagionato, salumi e formaggi spagnoli.

Tra i primi spiccano il Raviolone ripieno di stinco di maiale e bufala in salsa di datterini e le Mezzelune ripiene di carne al chimichurri in salsa di zafferano e gocce di basilico. Le carni la fanno da padrone con le Costolette di maiale iberico con mostarda e miele, il classico Segreto iberico alla griglia con platano fritto, la Baca Galiziana e il T-Bone argentino.

Ogni pietanza, poi, è affidata alla compagnia alcolica con il tocco fantasioso di Felicia De Stasi, allieva di Max La Rosa con cui ha elaborato una carta dei cocktail d’autore, fresca e originale. Parola d’ordine semplicità, grandi nomi tra classici come Negroni e Gin Tonic ma anche tante novità da tutto il mondo. In sala Letizia Di Bella, direttrice di sala e sommelier che ha definito una carta dei vini che parte dei tesori del nostro territorio e esplora senza timori il mondo spagnolo e venezuelano. Concludono il locale una pasticceria a vista con le creazioni espresse di Flavia Barberi, scuola Gambero Rosso e grande estro anche dal punto di vista visivo.


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