• di Marco Rossetti

Cà del Poggio, Conegliano



di Marco Rossetti


Pochi prodotti si identificano così fortemente con il territorio dal quale provengono come il Prosecco e le colline di Conegliano e Valdobbiadene.

Questo vino ha una storia affascinante: esiste grazie alla lungimiranza di un uomo Antonio Carpené, che ha immaginato il disegno di queste colline più di centocinquanta anni fa, e poi fondato una azienda ancora oggi capofila nella produzione di bollicine. Attorno alla produzione del Prosecco troviamo altre realtà che sanno interpretare al meglio il senso dell'enogastronomia veneta.


Siamo sulla strada del Prosecco Superiore D.O.C.G. di Conegliano Valdobbiadene, precisamente a San Pietro di Feletto; qui la famiglia Stocco ha creato una struttura

elegante e raffinata di ospitalità a tutto tondo. Un hotel con tutti i confort ma soprattutto un ristorante dove la cucina rispetta la tradizione veneta ma sa aggiungere con


saggezza dei tocchi eleganti, non nei sapori ma nella presentazione dei piatti.

Non si notano quelle strane idee di abbinamenti azzardati, o quelle composizioni esagerate che scimmiottano quadri d'autore senza una vera anima. Qui la tradizione è rispettata.

La cucina è prevalentemente di pesce, ricorda le migliori espressioni del gusto veneziano, del resto siamo a non più di ottanta chilometri dalla città della Serenissima. L'accoglienza è precisa, attenta e pronta. L'ambiente è elegante ma non ossessivo, la sobrietà è rotta solo dallo stupefacente panorama che si gode praticamente da ogni angolo della sala, una visione emozionante delle colline del Prosecco.

Della cucina in generale abbiamo parlato ma due piatti credo sia obbligatori citare: la granseola e le schie, ricette classiche che il viaggiatore vuole trovare nei menu veneti e irrinunciabili per qualsiasi ristoratore attento. La granseola offerta nel suo guscio e appoggiata su foglie di di insalata verde, la cromaticità del piatto è rispettata, il rosa del crostaceo e il verde della verdura sanno accontentare l'occhio. Il crostaceo e sbollentato è servito senza condimento; io amante dei sapori originali l'ho mangiato senza sale e senza olio, quindi ne ho potuto apprezzare la freschezza e la naturale sapidità.

Le schie sono servite con una tipica polentina bianca, tradizione trevigiana, lenta, che accompagna il croccante del fritto alla perfezione. Importante che nonostante i gamberetti siano minuscoli sappiano donare tutta la fraganza dei loro sapori. Il tutto accompagnato per tutto il pasto del Prosecco Superiore Carpenè Malvolti Brut. Una esperienza da non mancare.


Cà del Poggio

VIA COLOMBO, 19, 31015, San Pietro di Feletto Conegliano, Treviso



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