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Nittardi: arte, storia e vino si fondono in un unico mondo


I produttori Stefania Canali e Léon Femfert

La Toscana è la regione italiana, forse, più conosciuta al mondo. L'arte è uno dei motivi più suggestivi a cui si deve questa fama. Ma anche i suoi paesaggi spesso rappresentati da quegli artisti che hanno avuto la fortuna di essere nati qui, o di aver ricevuto l'ospitalità dal Gran Ducato. Quei paesaggi che ancora commuovono l'osservatore, dove il susseguirsi di colline, boschi, uliveti e vigneti incantano e commuovono. Da questa terra l'uomo ha saputo creare prodotti famosi nel mondo, il vino è certo il porta bandiera di questa schiera. Il chianti da sempre sta a indicare il vino toscano. Questa del Chianti è storia antica. Nittardi è tra i protagonisti di questa storia. La Tenuta di Nittardi, nei pressi di Castellina in Chianti era in origine una torretta di difesa nota sin dal XVI secolo con il nome di “Nectar Dei”. Nel XVI secolo fu proprietà del celebre artista rinascimentale Michelangelo Buonarroti. Dal 1982 Nittardi è condotta da Peter Femfert e da sua moglie, la storica Stefania Canali, di origini veneziane. Passo dopo passo, Stefania, Peter e il loro figlio Léon hanno ridato vita a Nittardi. Peter appassionati di arte ha voluto legare queste due sue passioni, quindi ogni anno ha chiamato un artista a creare l'etichetta dei suoi vini, riprendendola da un quadro, ma in realtà i quadri sono due, perchè nella raffinata presentazione delle bottiglie queste sono avvolte nella carta, carta stampata con un diverso quadro dello stesso artista. Lèon e Stefania hanno voluto far conoscere alcuni dei loro

produzione, non solo di Chianti e delle riserva, ma anche di AD Astra e NECTAR DEI, due vini provenienti dalla tenuta di loro proprietà in Maremma.


Il Belcanto, Chianti classico annata 2015

I vini proposti alla degustazione sono stati abbinati a piatti pensati dalla signora Cristina, squisita proprietaria del ristorante Al Ceppo di Roma. Per primo abbiamo degustato un Belcanto: Chianti classico, abbinato ad una insalata di porcini al profumo di bosco. Uvaggi per il 90% Sangiovese a cui vanno ad aggiungersi altre sette varietà: malvasia nera, foglia tonda, pugnitello, mammolo, ciliegiolo, colorino e canaiolo. Il risultato è una piacevolezza sul palato delicata ma persistente, un vino armonioso e fresco. A seguire si è degustato il Nittardi Riserva, abbinato a Uovo poché al tartufo uncinato Questo vino viene prodotto solo nelle annatt di massima qualità e sempre da uve selezionate. Questo è un vino rotondo composto per il 95% da Sangiovese e per il resto Merlot, un blend indovinato per la sua complessità che arriva al palato con una struttura complessa e piacevole.


Il maremmano Ad Astra


Si è passati poi ai vini della Maremma, Ad Astra è composto da Sangiovese per il 50% e da Cabernet Sauvignon Merlot, Cabernet Franc e piccola percentuale di altri uvaggi. Qui l'abbinamento è stato con pappardelle al ragu bianco. Il vino è fresco, con un bouquet complesso, dagli accentuati sentori di frutti rossi con sottili note di liquerizia.

L'ultimo vino presentato è stato Nectar Dei, abbinato alla guancia di vitello brasata. Il vino è composto da Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot, Syrah e altri uvaggi, è il vino più prestigioso di Nittardi, prende il nome con cui Nittardi viene citato in un documento del 1183. Una bevuta piacevole dove confluiscono profumi di frutti e spezie gradevoli da bere come vino da meditazione ma anche in abbinamento con i piatti della cucina Toscana.

Una degustazione che ci ha fatto attraversare i territori, la storia e l'arte, un patrimonio toscano e italiano che la famiglia Femfert sa custodire e promuovere anche fuori dall'Italia.


L'incantevole insalata di porcini della signora Cristina del ristorante Al Ceppo.


La guanciola!

Vini in degustazione: il Casavuova di Nittardi

Un "nido" prezioso: l'uovo poché al tartufo uncinato

L'autunno in tavola con il sorbetto di Cachi e crema alla vaniglia

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