• Di Marco Rossetti

Il Grano e il birraio



La Puglia è da sempre considerato il granaio d'Italia

In questa regione il Tavoliere offre distese a perdita d'occhio di campi che a Giugno si trasformano in infinite miniere di oro giallo, sì oro, perché il grano è l'oro della nostra alimentazione; elemento base nella dieta mediterranea.

Farina, semola, pane e pasta entrano nelle nostre cucine naturalmente, quasi senza alcuna attenzione ne riempiamo le nostre dispense, tanto sono usuali nella nostra dieta. Oggi in questo elenco di prelibati frutti del grano possiamo annoverare una nuova specialità: la birra di solo grano duro. Questa birra nasce dall'intuizione di un agronomo pugliese di San Marco in Lamis, Michele Solimando.


Michele è figlio di un agricoltore locale, Giuseppe, che ancora oggi segue il raccolto fino alla fine della trebbiatura; una passione quella di Giuseppe che ancora oggi lo porta nell'orto a sperimentare coltivazioni insolite. Una passione raccolta anche da Michele che quando si laureò, per restare nella sua terra e realizzare progressi agrari importanti, rinunciò ad offerte di lavoro allettanti al nord.


Grano liquido e grano solido: la semola battuta con la birra Fovea


Da qualche anno Michele ha creato un birrificio artigianale dove produce tra le tante birre una realizzata solamente con il grano duro antico autoctono pugliese: il Senatore Cappelli.

Fovea è il nome di questa birra, in omaggio all'antico nome di Foggia, che nella storia del grano che è sempre stata centro di raccolta e di distribuzione.

Nei tempi antichi il grano si conservava nelle fosse granarie, buche scavate nel terreno che conservavano perfettamente il cereale. A Foggia si poteva osservare una enorme distesa punteggiata dalla presenza di queste fosse chiamata appunto la piana delle fosse.

Da queste antiche tradizione Michele Solimando ha trovato lo spunto per creare qualcosa di unico, come la sua birra, che interpretasse il territorio e ne esprimesse il connubio tra la terra e gli uomini che la lavorano.

Michele ha una visione del futuro: nel suo orto ha messo in coltivazione anche il luppolo, per far sì che anche questo ingrediente essenziale alla fabbricazione della birra provenga dalla sua terra.







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