Pesche, percoche al vino, e pesche di Leonforte!

July 27, 2016

 

La pesca è uno dei frutti più saporiti e tentatori dell'estate, ma parlarne al singolare è un riduzione ingiusta: questo frutto  conta delle varietà molto differenti tra di loro nella forma, nel colore e nel sapore!

La pesca è il frutto di un albero diventato mito: originaria della Cina, simbolo di immortalità, celebrata per le sue straordinarie fioriture, questa pianta ha trovato la sua "consacrazione" in Persia. E proprio alla Persia deve il nome del frutto: giunto in Europa, gli fu conferito il nome "della Persia", tanto che ancor oggi, in alcuni dialetti, la sua orgine risulta più che evidente: infatti In romanesco il frutto è chiamato "persica", in genovese "persiga".

In Egitto, la pesca era sacra ad Arpocrate, dio del silenzio e dell'infanzia, tanto che ancora oggi le guance dei bambini vengono paragonate alle pesche, per la loro morbidezza e carnosità.

Ma la diffusione di questo frutto fu opera di Alessandro Magno, che lo conobbe durante la guerra contro la Persia., visitando il giardino rigoglioso di Re Dario.

Il frutto generalmente ( ma ci sono eccezioni...) si presenta   rotondeggiante, diviso da un solco longitudinale, con una polpa dolce e profumata. Polpa e buccia possono variare di colore e consistenza: la polpa gialla, bianca o rosata, la buccia vellutata o lisca si può presentare gialla, rossa, salmone o rosata. Il nocciolo può essere aderente o non.

 

 

Diverse sono le varietà presenti sul mercato: 

la Pesca gialla ha una polpa succosa e profumata  e una buccia vellutata al tatto;

la Pesca bianca presenta una polpa bianca e filamentosa, con nocciolo aderente, o meno,;

La Pescanoce o "nocepesca" può avere la polpa gialla o la polpa bianca, dalla pelle liscia e rossastra, con nocciolo libero, o meno;

la Merendella" ha pelle liscia e colore bianco-verde, con polpa aderente al nocciolo, diffusa in Sicilia e soprattutto, in Calabria in particolare nella fascia ionica catanzarese.

la Percoca è una pesca da industria idonea alla trasformazione. Di polpa compatta, è amata per il suo sapore lievemente acidulo.

E proprio la percoca campana è l'ingrediente ideale per la realizzazione delle "pesche al vino", una preparazione perfetta per l'estate e molto semplice da realizzare, da alcuni chiamata la "sangria napoletana": bastano 1 kg. di percoche e 1 litro di vino. Alcuni aggiungono limone e zucchero ma io sono contraria: i delicati sentori aciduli ed amari della pesca ne sarebbero compromessi. L'importante è realizzare dei pezzi irregolari da tuffare subito nel vino e lasciare la brocca in frigo per almeno 1 ora...E' un fine cena delizioso, da consumare con gli amici in terrazza o al mare.

 

La pesca tabacchiera è un frutto diffuso in vari continenti. La dimensioni cono completamente diverse dalle altre pesche: la tabacchiera si presenta medio piccola, dalla forma schiacciata come una tabacchiera e dal sapore intenso ma dolce, ha polpa morbida e molto profumata. e di colore bianco,  molto profumata.

In Italia le principali zone di coltivazione sono la Sicilia e le Marche. 

Un discorso a parte meritano le pesche di Leonforte, uno di quei miracoli dei produttori italiani che suscitano ancora oggi stupore. Coltivata in un’oasi al centro della Sicilia, in provincia di Enna, la Pesca di Leonforte ha ottenuto l'Indicazione Geografica Protetta. Cosa la distingue dalle altre pesche? La lavorazione artigianale e inconsueta che accompagna la maturazione dei frutti. Oltre all’epoca di maturazione e alle caratteristiche organolettiche, la peculiarità della pesca di Leonforte è ormai, da diversi decenni, la pratica dell’insacchettamento dei frutti come metodo di controllo della mosca mediterranea. Tale particolarità ha rappresentato nel tempo uno degli aspetti più qualificanti di tale produzione ed è stata molto apprezzata dai consumatori dell’Isola che, grazie a tale tecnica di difesa fitosanitaria , hanno avuto a disposizione un prodotto quasi completamente esente da residui tossici. Un'altra peculiarità deriva dal fatto che tale trattamento non si limita ad una sola varietà, ma a diverse varietà locali che maturano in tempi differenti, talvolta anche a ottobre e a novembre. I frutti rimangono di colore giallo con leggere screziature di rosso, sono profumati  e presentano una polpa gialla, compatta e dolce.

 

L'utilizzo delle pesche in cucina è versatile e va dalla semplice macedonia di stagione, alle confetture, a salse per carni pregiate, fino a dessert come il clafoutis, le Pesche alla Piemontese o la famosa Pesca Melba.

creata dal celeberrimo cuoco  Georges Auguste Escoffier, ammiratore della cantante d'opera australiana Nellie Melba.  L'aneddotica vuole che Escoffier sia rimasto particolarmente colpito dall'interpretazione della cantante nel Lohengrin nel 1899 e .il giorno dopo a cena le fece trovare il dolce inventato in suo onore:“Ripensando al maestoso cigno mitico che apparve nel primo atto del Lohengrin, le feci servire, al momento opportuno, delle pesche disposte su di un letto di gelato alla vaniglia, all’interno di una coppa d’argento incastrata tra le ali di un superbo cigno scolpito in un blocco di ghiaccio e ricoperto da un velo di zucchero filato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 
 

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