• di Marco Rossetti

QUERCETO DI CASTELLINA


I vini di Querceto di Castellina


di Marco Rossetti


Jacopo Di Battista attorno agli anni Novanta è un giovane fiorentino con le idee chiare, il suo futuro lo vede come imprenditore. Guardandosi attorno si accorge che la famiglia gli offre una favorevole occasione, la tenuta di campagna che suo nonno aveva comprato dopo la seconda guerra mondiale.

Già dieci anni prima, la mamma aveva trasformato la casa in agriturismo; obbligata cosi a tornare a curare le vigne, l'uva è principalmente venduta, il vino prodotto e di poco interesse. E' in questo periodo che Jacopo viene contagiato dal virus del vignaiolo. La sua idea di imprenditoria la trasferisce in campagna, si applica, studia, sperimenta, fino ad arrivare a vini di qualità. Già l'amore della famiglia per questa terra - siamo nel cuore del Chianti, tra Castellina e Radda- è contagioso ma Jacopo si entusiasma nel vedere che la ristrutturazione dei vigneti esprime al massimo il terroir.

Le vigne si estendono in collina: siamo sui quattrocento metri s.l.m. La coltivazione è biologica, a testimonianza dell'amore e il rispetto del territorio. Come detto siamo al centro del Chianti Classico, di cui è simbolo il Gallo Nero, da sempre emblema di questo vino. Il vitigno principale è il Sangiovese, al blend possono contribuire vitigni autoctoni come Canaiolo e Colorino, o vitigni internazionali come Merlot e Cabernet Sauvignon.


Jacopo Di Battista


Jacopo ha voluto far conoscere i suoi vini attraverso una degustazione rivolta a un piccolo gruppo di stampa selezionata da PR Comunicare il Vino, che si è svolta a Roma presso il ristorante Il Ceppo, che con maestria riesce sempre a creare abbinamenti perfetti tra la propria cucina e i vini in degustazione. Il menu prevedeva un millefoglie di borragine con mozzarella di bufala affumicata. poi una zuppetta di ceci e castagne. Come primo piatto dei maccheroncini di Campofilone con ragù di Vincisgrassi. Come secondo la cucina ha voluto proporre un vero classico un arrosto di costine di maiale, pancetta fresca e salsicce su letto di cicoria saltata. Il dolce di castagne e squaglio di cioccolato ha chiuso le proposte gastronomiche.

Finalmente arriviamo ai vini. Buona l'idea di servirli tutti contemporaneamente, in modo che si potessero assaggiare singolarmente e confrontarli, l'abbinamento con i piatti lasciato al gusto del degustatore.

Il primo vino servito è stato l'unico bianco prodotto da Querceto di Castellina, offerto anche come calice di ben venuto, si tratta di Livia, un blend di Viognier e Roussanne, che fondendosi creano una combinazione perfetta. Un vino con sentori floreali e di frutta estiva, al palato risulta fresco ma di carattere, di ottima bevibilità che come i grandi bianchi si beve bene anche non troppo freddo. Ottimo come aperitivo ma capace di sostenere anche le portate di un pranzo completo.

La mamma di Jacopo, la signora Laura, che ha il merito di aver trasformato quella che era una semplice casa di campagna in un sistema imprenditoriale appassionando il figlio al modo del vino, ha prestato il proprio nome al Sangiovese dell'azienda: il Laura appunto; Si tratta di un Chianti Classico 100% Sangiovese, al naso spiccano i profumi di frutti rossi, al palato risulta equilibrato con la giusta acidità, un bicchiere che ben si abbina con i tipici piatti robusti della cucina toscana.

Salendo nella scala del Chianti troviamo una Gran Selezione, il Sei, un DOCG che nasce come cru dalla selezione delle migliori uve di Sangiovese, affinato in botti di rovere francese per diciotto mesi e a seguire dodici in bottiglia. Vino biologico, come del resto tutta la produzione dell'azienda, al naso ricorda le estati di campagna toscana con sentori di frutta rossa e rare venature di fico mentre al palato risulta elegante e persistente.

Jacopo ha dimostrato le sue buone capacità di vignaiolo impiantando anche il Merlot, vitigno capace di ambientarsi bene nel Territorio di Castellina, marnoso e calcare che ha assecondato il vitigno favorendone un'ottima espressione.

Il Podalino prende il nome dalla specie di farfalla che alloggia nel territorio di Castellina in estate. Questo è un vino che esula leggermente dai normali canoni del vitigno, rispettando la bevibilità si dimostra potente, affinato per 18 mesi in barrique di rovere francese (225 lt.), 12 mesi in bottiglia.

Venti è il vino celebrativo per il 20 ° anniversario di Querceto di Castellina. È un vino elegante che mette in risalto il meglio delle uve di Sangiovese e Merlot: invecchiano separatamente per 20 mesi in rovere Francese. Segue un affinamento di 12 mesi in bottiglia..

Il colore, gli aromi, i sapori e la consistenza di Venti ricordano sicuramente laricerca di more selvatiche.

Querceto di Castellina è un'azienda giovane e capace di esprimere nella sua produzione tutta la passione del produttore. Ogni vino racconta una storia, ciascuno realizzato esclusivamente con uve provenienti dai vigneti di proprietà, una produzione limitata che comunque merita di essere accompagnata da una buona cucina, magari non troppo sofisticata.


I maccheroncini di Campofilone del ristorante Il Ceppo di Roma







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